a cura di Benedetta Frigerio
  • Islam

I vescovi del Bangladesh chiedono aiuto per i cristiani perseguitati

Una delegazione di quattro  vescovi cattolici del Bangladesh, che comprendeva il nunzio apostolico, monsignor George Kocherry, è stata ricevuta il 12 novembre dal primo ministro Sheikh Hasina nella sua residenza ufficiale a Dhaka, la capitale. Secondo quanto riferito all’agenzia AsiaNews da monsignor Bejoy Nicephorus D’Cruze, il nuovo arcivescovo di Dhaka, durante l’incontro durato 35 minuti i vescovi hanno illustrato alla premier le attività svolte dalla Chiesa nel paese e l’hanno ringraziata per l’ospitalità che dal 2017 il paese offre agli oltre 750.000 rifugiati Rohingya, in fuga dal Myanmar. Inoltre, riferisce monsignor Bejoy, “le abbiamo espresso la nostra preoccupazione a proposito delle persecuzioni di cui i cristiani sono oggetto. Spesso le vittime sono nostri fedeli dei gruppi etnici di minoranza. L’abbiamo informata, così lei potrà agire subito se si verifica qualche caso”. Quasi il 90 per cento della popolazione è musulmana. Nei giorni precedenti l’incontro dei vescovi con il primo ministro nel paese sono state organizzate delle manifestazioni di protesta contro la Francia e contro il presidente francese Emmanuel Macron, accusato di aver espresso commenti offensivi all’indirizzo del profeta Maometto dopo l’uccisione di Samuel Paty, l’insegnante francese giustiziato da un jihadista per aver mostrato delle vignette satiriche su Maometto durante una lezione sulla libertà di espressione. Più di 10.000 persone hanno sfilato per le vie della capitale il 2 novembre per chiedere il boicottaggio dei prodotti francesi e la chiusura dell’ambasciata francese, minacciando di attaccarla e distruggerla se le loro richieste non saranno accettate dal governo.