a cura di Benedetta Frigerio
  • Natale 2020

Grande partecipazione alle Messe nel distretto indiano di Kandhamal

L’Orissa nel 2008 è stato teatro di uno dei più gravi episodi di violenza contro i cristiani verificatisi in India, costato la vita a 120 fedeli e continua a essere uno degli stati in cui più frequenti sono i casi di aggressioni e maltrattamenti, su istigazione e per opera di gruppi radicali indù. È dunque doppiamente gradita la notizia che nel distretto di Kandhamal, epicentro dei pogrom anticristiani del 2008, la comunità cristiana ha potuto celebrare serenamente il Natale. Nella cittadina di Raika l’afflusso di fedeli è stato tale che le autorità religiose hanno aumentato il numero delle messe il giorno di Natale per consentire a tutti di partecipare. A causa del Covid infatti il governo pur consentendo le celebrazioni aveva chiesto di limitare a 50 le presenze nelle chiese più grandi e a 20 in quelle piccole. “La celebrazione del Natale è stata impressionante. Le persone sono venute – ha raccontato all’agenzia AsiaNews padre Prados, parroco della chiesa di Nostra Signora della carità di Raika – vestite con i loro tradizionali abiti festivi, con mascherine, osservando tutte le procedure. C’era tanta felicità nelle persone. Dopo così tanti mesi senza ricevere i sacramenti e pregare nelle chiese, le persone erano visibilmente felici e c’era grande partecipazione alla messa (…) nessun Covid, né alcuna persecuzione anti-cristiana potrebbero smorzare gli spiriti della gente”. Anche nelle aree rurali circostanti, nei villaggi dove il distanziamento fisico è più facile da osservare, sono state celebrate delle messe. Padre Purshottam Nayak ne ha celebrate due nel villaggio di Tiangia dove sorge un monumento alla memoria di sette martiri dei pogrom del 2008.