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IN ATTESA DI GIUDIZIO

Francia, una legge per sovvertire l'antropologia

Fecondazione artificiale, ricerca sugli embrioni, chimere, test e informazioni prenatali, utero in affitto: c'è di tutto nella nuova Legge sulla Bioetica in Francia. Ora è al vaglio dei giudici costituzionali e si attende una pronuncia per i primi di agosto. Se passasse, la fiera "Désir d'Enfant" programmata per settembre può trasformarsi in un mercato di bambini.

Vita e bioetica 29_07_2021
Embrione

La ‘Legge di Bioetica francese’ è al vaglio della Consiglio costituzionale, per la prima volta si sono svolte le audizioni dei tanti parlamentari contrari al testo, nel frattempo monta la protesta contro la prossima apertura a settembre della ‘fiera del bambino’ che, alla luce delle nuove norme, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio mercato degli affari d’esseri umani.

Non è stato un caso che il 26 luglio l’Arcivescovo di Rouen Mons. Dominique Lebrun, nel discorso in memoria dell’omicidio d’odio alla fede del Padre Jacques Hamel, abbia ricordato alle autorità presenti, tra cui Ministri e parlamentari della repubblica, il valore assoluto del ‘Decalogo biblico’ ed in particolare l’obbligo supremo di rispettare la vita dal suo concepimento naturale. 80 deputati delle opposizioni di centro destra (Les Rèpublicains e UDI) avevano depositato il loro ricorso sulla incostituzionalità della legge di bioetica lo scorso 2  luglio al Consiglio costituzionale per chiederne la censura ma appare difficile che i giudici supremi boccino l’intero testo o una parte di esso. I deputati firmatari hanno promosso il loro appello con una richiesta procedurale senza precedenti, abitualmente il Consiglio costituzionale esamina la richiesta dei parlamentari in completo silenzio e poi pubblica la sua decisione finale senza dibattito. Per questo ricorso, che riguarda una legge con importanti implicazioni antropologiche, i firmatari hanno chiesto ed alla fine ottenuto, per la prima volta, l'applicazione del principio del contraddittorio e di poter beneficiare di "un'audizione da parte del Consiglio" per ragioni di interesse generale e nel rispetto dei diritti dell'opposizione.

La valutazione finale della Corte potrebbe giungere ad inizio agosto o, al più tardi, alla ripresa dei lavori nel prossimo settembre. I ricorrenti denunciano che i principi legislativi che assicurano il primato dell'uomo sono stati ‘sistematicamente aggirati’ dalla legge di bioetica. Solo nozioni economiciste e giuridiche ispirano il testo, non certo la protezione dell'essere umano. I ricorrenti mettono in risalto come la maggioranza si sia fatta guidare da uno ‘scientismo senza limiti’ ed abbiano abbandonato quel principio di precauzione, che viene invece seguito con grande attenzione quando si tratta di animali o di ambiente, ma non viene applicato all'embrione umano. L'ambiente e gli animali sono ora meglio protetti dell'embrione…è un testo che fà della scienza l'unico determinante dell'etica", scrivono i deputati.  Sottoposti alla Corte per la censura sono gli articoli: il 3 (sui donatori di sperma); il 5 (sulla indipendenza della Commissione per l’accesso alle origini del neonato); il 20  ed il 23 (sulla ricerca sugli embrioni e creazioni di chimere); il 25 (sui test e sulle informazioni pre natali). Nel presentare le proprie ragioni, i deputati stanno illustrando anche le ragioni della loro contrarietà sugli altri articoli da noi già evidenziati, i più delicati e gravi, che riguardano la maternità surrogata per lesbiche e coppie di donne (con la conseguente abolizione della paternità e la decisione di rendere orfani di padre i bambini), il trasferimento di embrioni tra uteri, la dichiarazione notarile preventiva dei ‘coniugi’ ecc...

Nell scorse settimane dalle colonne de Le Figaro diversi esponenti di spicco della cultura e del diritto francese come Guillarme Drago, giurista della Università di Parigi (Paris II Panthéon-Assas) avevano chiesto che la trasparenza e pubblicità delle discussioni fosse totale, vista l’importanza cruciale della decisione sulla vita sociale e civile della nazione. La polemica è montata sino a quando, il 19 luglio, la Corte ha ceduto e concesso ad una delegazione di parlamentari di presentare le proprie ragioni in udienza. L'annuncio della audizione avvenuta è stato fatto durante una conferenza stampa tenuta da Patrick Hetzel (LR) all'Assemblea nazionale: una delegazione di parlamentari è stata ascoltata il 19 luglio dal Consiglio costituzionale. Il Consiglio costituzionale, che di solito non ascolta i parlamentari, "in occasione di questo testo fondamentale [di bioetica], ha accettato di rivedere la sua giurisprudenza, e ci hanno ascoltato" ha detto Patrick Hetzel, “è stata una vittoria simbolica che non deve certo essere dissociata dalla sostanza". Oltre e ripercorrere i temi segnalati nel ricorso i deputati hanno ribadito la loro richiesta ai giudici di vietare costituzionalmente ogni forma di eugenetica.

In attesa della decisione del Consiglio Costituzionale, in questi giorni si è aperta la polemica sulla seconda edizione della fiera "Désir d’Enfant" organizzata per il prossimo 4-5 settembre a Parigi. Gli organizzatori, denuncia la Manif pour Tous,  continuano a dichiarare che non ci saranno consulenze mediche o transazioni commerciali sul posto, ma gli opuscoli pubblicitari delle agenzie, cliniche e intermediari che hanno partecipato nel 2020 e sono stati annunciati per il 2021, sono espliciti: le ‘tariffe’ per i ‘servizi’ e le ‘prestazioni’ offerte ai ‘clienti’ per i loro ‘progetti di bambino’ sono ben chiare in tutti i documenti. Uno dei tariffari di produzione ed acquisto di bambini distribuito nel 2020 non lascia alcun dubbio a riguardo. Se il Consiglio Costituzionale non dovesse bocciare la Legge di Bioetica, ovviamente la fiera ‘Désir d’Enfant’ di quest’anno si straformerebbe in un vero e proprio bazar e segnare l’apertura di un nuovo mercato degli ‘esseri umani’ in Francia e forse nel resto di Europa.  Ciò che sta accadendo in Francia ci ricorda che ciò che è legale non è necessariamente morale; né quello che potrebbe esser dichiarato costituzionale debba esser necessariamente rispettoso della dignità e diritti umani fondamentali.