a cura di Riccardo Cascioli
  • Epidemie

È iniziata in Congo la distribuzione di un nuovo farmaco contro la malattia del sonno

Fino a quando i paesi industrializzati potranno far fronte alle crisi che insorgono nei paesi cosiddetti poveri, sostituendosi ai loro governi e alle loro popolazioni inerti, impreparati, incapaci? Dall’agosto del 2018 l’Oms e i suoi partner lottano contro una epidemia di Ebola che ha colpito Nord Kivu e Ituri, due province orientali della Repubblica democratica del Congo. Finora sono riusciti a impedire che si estendesse ad altre province e ad altri paesi. Per combattere l’epidemia di morbillo che nello stesso paese dal 2019 ha ucciso 6.000 persone l’Oms ha realizzato una campagna di vaccinazione che ha raggiunto 18 milioni di bambini di età inferiore a cinque anni. Per estenderla a bambini di età superiore ha bisogno di altri fondi: almeno 40 milioni di dollari. In entrambi i casi gli operatori sanitari sono ostacolati da diffidenza, infrastrutture carenti, attacchi ai loro presidi e un pessimo sistema sanitario. Nelle stesse condizioni, in Congo sta per iniziare una nuova sfida internazionale: quella alla tripanosomiasi, la “malattia del sonno” causata da un parassita che attacca il sistema nervoso con conseguenze mortali in assenza di cure. La tripanosomiasi si contrae per il morso della mosca tse tse. Anche se nel corso degli anni il numero di casi registrati è sceso costantemente assestandosi nel 2018 a poco meno di mille, continua a essere endemica in 36 stati dell’Africa sub sahariana, centrale, orientale e occidentale, con 65 milioni di persone a rischio. L’Oms nel 2013 l’ha inserita tra le malattie da sradicare. Dopo 10 anni di ricerche e sperimentazioni il gruppo farmaceutico Sanofi ha prodotto un medicinale, il fexinidazole, che può essere somministrato per via orale. Negli ultimi dieci anni oltre il 70% dei casi sono stati rilevati in Congo ed è in questo paese che il 28 gennaio è incominciata la distribuzione  del farmaco che richiede un trattamento della durata di dieci giorni.