a cura di Riccardo Cascioli
  • Ambiente

È in Siberia la città più inquinata del mondo

In Siberia nevica microplastica. Gli scienziati della Università statale di Tomsk sostengono di aver raccolto campioni di neve in 20 diversi località della Siberia, dai monti Altai all’Artico, e di poter confermare che fibre di plastica trasportate dal vento sono presenti nei fiocchi di neve che cadono in remote regioni selvagge. La neve inquinata da microplastica si scioglie e penetra nel terreno. In precedenza gli scienziati dell’ateneo avevano trovato della microplastica negli apparati digerenti di pesci pescati nei fiumi siberiani, corsi d’acqua che quindi contribuiscono a inquinare con la plastica l’Oceano Artico. La scoperta di microplastiche nei fiocchi di neve significa, secondo il direttore scientifico del Centro microplastiche della Siberia della università di Tomsk, Yulia Frank, che “non soltanto fiumi e mari sono interessati alla circolazione di microplastiche nel mondo, ma anche il suolo, le creature viventi e persino l’atmosfera”. Una ricerca svolta nel 2017-2019 dall’Istituto di scienze dell’atmosfera dello stesso ateneo, diretto dal professor Igor Ptashnik, ha rivelato che in effetti in molte parti della Siberia il livello di inquinamento atmosferico è anche il 78 per cento più elevato che nelle città della Russia europea. Più di 15 città presentano alti tassi di benzopirene nell’aria: 10 volte e in alcune zone 100 volte oltre il livello di guardia. Krasnojarsk, città della Siberia centrale, è considerata la città con l’atmosfera più inquinata del mondo. Il rapporto del professor Ptashnik accenna addirittura alla “necessità di acquistare prodotti agricoli dalla Cina al posto di quelli locali, in quanto molto più sicuri dal punto di vista ecologico”. I cinesi infatti hanno proibito l’uso di pesticidi pericolosi ancora consentito in Russia.