Donna, ma uomo...anzi donna. Il pirandelliano utilitarismo di Lundholm
Ascolta la versione audio dell'articolo
La sciatrice olimpica Elis Lundholm: è donna, si sente uomo, ma gareggia con le donne. Quando l'utilitartismo supera il gender.
Pirandello aveva ragione: l’apparenza è la realtà e la realtà è apparenza. Lei si chiama Elis Lundholm. È una sciatrice freestyle ed ha partecipato alle recenti Olimpiadi di Milano-Cortina. Ad Elis sicuramente piacerebbe Pirandello, infatti la ragazza pensa di essere un ragazzo. Non si è fatta operare, né ha assunto ormoni (ma anche in questo caso sarebbe rimasta donna perché i cromosomi non mentono).
Si pensa uomo e tanto basta che lo sia. Il Comitato olimpico, bontà sua, l’ha fatta gareggiare tra le donne. Alla vigilia dell’Olimpiade aveva dichiarato: «Ho fatto coming out e mi sono identificato come uomo. Ma gareggio contro le donne perché hanno i miei stessi requisiti di ammissione. E questo va bene a tutti». Bella forza. Se provava a gareggiare con gli uomini le Olimpiadi le avrebbe viste con il binocolo. Fateci caso: non c’è un’atleta donna che si crede uomo che voglia gareggiare con gli uomini. Invece sono molti gli uomini che si credono donna che vogliono partecipare a gare femminili. Insomma quando fa comodo si disconosce il sesso biologico, in caso opposto tutti zitti. Non è ideologia gender, ma utilitarista.
Torniamo ad Elis, la cui vicenda potrebbe così sintetizzarsi: lei, lui e Pirandello. Il suo “così è se vi pare” potrebbe applicarsi, con grande soddisfazione di molti, anche ad altre vicende della vita. Vogliamo dire che se l’autopercezione vince sulla realtà, questa logica – che è ormai principio identitario non sindacabile – potrebbe e dovrebbe essere applicata in molti altri frangenti esistenziali. Ad esempio – e l’esempio è analogo ad uno fatto dal generale Vannacci – una persona che ha 80 anni potrebbe credersi un ventenne e lo Stato dovrebbe scriverlo nero su bianco sulla sua carta d’identità. Come c’è il “cambio” di sesso, così dovrebbe essere permesso il “cambio” d’età anche a livello anagrafico. I vantaggi sarebbero molti: ad esempio, insieme alla pensione (perché gli anni di lavoro non si cancellano) questo giovane di ritorno potrebbe intascarsi un mutuo trentennale richiesto ad una banca.
Applichiamo poi il “cambio” di sesso anche alla giustizia. Tizio ha ammazzato una persona, ma si crede innocente. Il giudice non potrebbe che alzare le mani e rimandarlo a casa con tante scuse da parte del popolo italiano. Non vorrai di certo discriminarlo. Che dire poi del fisco? Un multimilionario potrebbe percepirsi indigente e così non pagare le tasse e ricevere sussidi pubblici. In modo analogo una persona che ha un lavoro stipendiato potrebbe credersi disoccupato e in tal modo ricevere il sussidio di disoccupazione.
Proseguiamo. Caio, che a mala pena riesce a calciare un pallone, potrebbe pensare di esser il nuovo Lautaro e così non potrebbe che obbligare qualche club ad ingaggiarlo. Sempronio che scrive in stile whatsapp potrebbe essere insignito del premio Nobel; Clara del titolo di Miss Universo sebbene ostenti una bellezza picassiana. Ci sarebbero poi cento Papi e mille Presidenti degli Stati Uniti. I bassi sarebbero alti, i grassi magri e gli stupidi eternamente intelligenti.
Solo una realtà non potrebbe cambiare con la bacchetta magica del pensiero. La morte. Se sei morto, è difficile, molto difficile crederti vivo.

