• DALLE STELLE ALLE STALLE

Cuomo, l'anti-Trump travolto dagli scandali

Dalle stelle alle stalle in un solo anno, benché al governo da dieci. Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York, era considerato come il baluardo anti-Trump durante la pandemia di Covid-19. Ora è indagato per la gestione del Covid e ha dato le dimissioni a causa dell'ennesimo scandalo sessuale.

Cuomo: "non sono perverso, sono solo italiano"

Dalle stelle alle stalle in un solo anno, benché al governo da dieci. Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York era considerato come il baluardo anti-Trump durante la pandemia di Covid-19. Applaudito dalla stampa, quasi all’unanimità, per la gestione della crisi sanitaria, martedì sera ha annunciato le dimissioni, travolto da uno scandalo sessuale. Ma il vero scandalo, su cui l’Fbi sta indagando, assieme al Congresso statale, potrebbe riguardare proprio la gestione della pandemia.

La vicenda di Cuomo è un caso scuola su come funzioni la narrazione mediatica di questi anni. Nel corso di tutto il 2020, quando era il governatore che teneva testa a Trump, era considerato come la “voce della ragione”. Già a marzo, era il capofila dei governatori che, seguendo l’esempio dell’Italia, hanno imposto un lockdown rigidissimo ai loro cittadini. Benché applaudito in modo pressoché universale dai media, si è preferito sottovalutare il fatto che nello Stato di New York si registrava il maggior numero di morti per Covid-19, secondo solo al New Jersey in proporzione alla popolazione, ma primo in termini assoluti. Morti che erano spiegati come effetto della retorica “negazionista” di Trump e della povertà ancora diffusa nel Bronx e nei quartieri a maggioranza nera, ma mai attribuiti alla politica del governatore, che pure era direttamente responsabile della gestione sanitaria del suo Stato. Nel maggio del 2020, due mesi dopo l’inizio del lockdown, un meravigliato Cuomo scopriva e dichiarava che più del 60% dei contagi fosse avvenuto in case private. Stare a casa, se non in stretto isolamento, insomma, non fermava il contagio.

La fine dell’era Trump ha anche segnato il crollo improvviso di popolarità di Cuomo. L’indagine aperta dall’Fbi a febbraio riguarda le case di riposo newyorkesi, secondo luogo di maggior contagio (dopo le case private). Il febbraio scorso, la segretaria del governatore Melissa DeRosa, nel corso di una videoconferenza con alcuni deputati statali democratici (trapelata al New York Post) aveva ammesso che Cuomo avesse nascosto il numero dei morti nelle case di riposo. Ed aveva anche dichiarato apertamente che l’insabbiamento fosse giustificato dal braccio di ferro con Donald Trump, allora presidente e in piena campagna elettorale. Quindi meglio non far sapere il numero reale delle vittime, più di 13mila stimate, invece delle 8500 dichiarate, altrimenti Trump avrebbe potuto “strumentalizzare”. Un esempio di cinismo incredibile. E la responsabilità potrebbe essere gravissima. Come in Italia, infatti, si sospetta che la fonte principale del contagio nelle Rsa di New York sia dovuto al trasferimento, al loro interno, anche di pazienti Covid, operazione gestita, a quanto risulta, senza le dovute cautele e da personale non sufficientemente addestrato.

Parallelamente alle due indagini (una della polizia e l’altra dello Stato) sulle case di riposo, è decollata anche quella sulle molestie sessuali nei confronti di 11 sue dipendenti e collaboratrici, inclusa una donna militare incaricata di proteggerlo. Cinque mesi di indagini, centinaia di testimonianze, prove audio e video, stanno incastrando il governatore. Non è detto che sia colpevole, può essere una bolla di sapone come tanti altri casi analoghi scoppiati dall’inizio del “MeToo”, la campagna giustizialista e femminista contro le molestie sessuali che dura ormai da quattro anni. La pressione è stata tale che alla fine, per questo, non per la gestione del Covid, Cuomo ha dovuto rassegnare le dimissioni. Ha fatto in tempo a giustificarsi dicendo di non essere perverso, ma “italiano”, cioè espansivo nei modi e nella ricerca del contatto fisico. Frase che gli è stata stranamente perdonata dalla stampa e dalla politica italiana: nessuno lo ha accusato di razzismo. L’avesse pronunciata un conservatore…

Prima delle dimissioni, sia l'opposizione che una parte della maggioranza nell'Assemblea (la camera bassa del parlamento di New York) stavano avviando una causa di impeachment ed ora mirano a impedire all’ex governatore di ricandidarsi o di coprire nuove cariche pubbliche. Stanno infatti emergendo altri scandali, si parla già di casi di corruzione e di malversazione di fondi pubblici. Elogiato come anti-Trump, Cuomo sta per essere sottoposto allo stesso trattamento: impeachment e damnatio maemoriae. Probabilmente proprio perché, una volta andato Trump, ora non serve più.

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