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IL RAPPORTO OPEN DOORS

Cristiani perseguitati, 15 uccisi al giorno. L’Islam la maggiore minaccia

Uscita la World Watch List 2023. Più di 360 milioni di cristiani subiscono alti livelli di persecuzione per la loro fede. In un anno 5.621 gli uccisi, 4.542 arrestati senza processo, 5.259 rapiti. Nel complesso c’è un aumento del livello di persecuzione. Asia e Africa i continenti più pericolosi. Tra le minacce, l’Islam in primis, il comunismo nell’America Latina e l’integralismo indù. Crescono le pressioni quotidiane sul lavoro e si diffonde il “modello cinese”. Maglia nera: la Corea del Nord.

Libertà religiosa 19_01_2023

Sono più di 360 milioni i cristiani che subiscono elevati livelli di persecuzione e discriminazione a causa della loro fede: uno ogni sette e, divisi per macro-aree geografiche, uno ogni cinque in Africa, due ogni cinque in Asia, uno ogni 15 in America Latina. È quanto emerge dal rapporto 2023 della sezione Usa di Open Doors, l’associazione internazionale impegnata dal 1955 a sostenere con preghiere e aiuti materiali i cristiani in difficoltà, che dal 1993 si incarica di pubblicare la World Watch List (WWL), l’elenco dei 50 stati in cui i cristiani sono più duramente perseguitati, accompagnata da un aggiornamento sulla situazione mondiale, relativo a un centinaio di paesi.

Globalmente i dati del rapporto indicano, per il periodo considerato che va dal 1° ottobre 2021 al 30 settembre 2022, qualche miglioramento. Diminuisce leggermente, passando da 5.898 a 5.621, in media 15 al giorno, il numero dei cristiani uccisi. Sono di meno anche i cristiani arrestati senza processo e incarcerati: 4.542 rispetto ai 6.175 del rapporto precedente. Più che dimezzato è il numero delle chiese e degli edifici connessi attaccati o chiusi: 2.110 contro i 5.110 del 2021, per effetto principalmente della riduzione di quelle colpite in Cina, dove tuttavia dal 2016 a oggi sono più di 20.000 le chiese chiuse, danneggiate o distrutte. Un forte aumento invece si riscontra per quanto riguarda i cristiani rapiti che salgono da 3.829 a 5.259, ben 5.000 dei quali in tre paesi africani: Nigeria, Mozambico e Repubblica democratica del Congo.

Tuttavia, al di là dei dati riportati, nei 100 paesi monitorati si registra un ulteriore aumento del livello di persecuzione rispetto al periodo precedente e il più alto da quanto l’elenco viene pubblicato. Sono stimati in quasi 30.000 i cristiani aggrediti, picchiati o vessati con minacce di morte a causa della loro fede, ma sono sicuramente molti di più i casi di cui non si ha notizia. Sono la punta dell’iceberg anche gli attacchi a case (4.547) e ad attività economiche (2.210) documentati. Devastante e in continuo aumento risulta poi la pressione esercitata sui cristiani, quotidianamente: discriminazioni sul lavoro, esclusione o difficoltà di accesso ai servizi di base - scuola e sanità - minacce e intimidazioni, mancanza di soccorsi e aiuti in caso di crisi e calamità, omissione di protezione e assistenza da parte delle istituzioni, ingiustizie legittimate.

Tutto considerato, sono 76 gli stati in cui è stato riscontrato un livello di persecuzione alto, molto alto o estremo (i tre livelli di gravità individuati da Open Doors). Inoltre, come già nella WWL 2021 e 2022, il livello alto di persecuzione scompare nei 50 paesi della WWL: nei primi 11 è classificato come estremo, negli altri 39 molto alto. Cresce anche il fenomeno della Chiesa “profuga”: sono sempre di più i cristiani in fuga per sottrarsi a violenze e discriminazioni e riacquistare il diritto a praticare la fede senza correre rischi. Colpita in modo particolare è la Chiesa in Medio Oriente dove le comunità cristiane minacciate e sotto pressione diminuiscono costantemente. Si sta diffondendo, sottolinea il rapporto, il numero dei paesi che adottano il modello cinese di controllo centralizzato sulla libertà di religione. La Cina, al 16° posto nella WWL (“guadagna” una posizione), sta inoltre “forgiando una alleanza internazionale per ridefinire i diritti umani”. Benché sia l’Asia il continente in cui è più pericoloso e difficile essere cristiani, Open Doors evidenzia infine che in Africa sub-sahariana la violenza anticristiana ha raggiunto intensità senza precedenti, con la Nigeria che si conferma “epicentro” dei morti che salgono da 4.650 a 5.014.

Nella WWL 2023 torna al primo posto la Corea del Nord, dove ogni libertà di culto è negata. Nella WWL 2022 era stata rimpiazzata dall’Afghanistan dei talebani, sceso adesso in nona posizione: non perché infierisca di meno sui cristiani, spiega Open Doors, ma perché molti cristiani nel 2021 sono stati uccisi o sono fuggiti e adesso il regime, concentrato a consolidare il proprio potere, ha smesso di cercare i superstiti che tuttavia sono costretti a vivere in totale clandestinità. Otto degli undici paesi in cui la persecuzione è estrema sono a maggioranza musulmana. Completano l’elenco l’Eritrea, un paese che Open Doors definisce “la Corea del Nord africana”, e l’India, dove i cristiani sono vittime sempre più spesso dell’intolleranza degli integralisti indù. L’Islam, sia esso maggioritario o meno, risulta responsabile della persecuzione classificata molto alta in 28 stati su 39 e quindi rappresenta, ed è una conferma, in assoluto la maggiore minaccia per i cristiani.

Quanto alle aree geografiche, l’Asia con 27 paesi e l’Africa con 19 complessivamente sono i continenti in cui intolleranza, violenza, odio religioso sono più diffusi. L’America Latina è rappresentata da quattro paesi: a Cuba, Colombia e Messico si è aggiunto il Nicaragua dove la repressione governativa si è intensificata a partire dal 2018. A Cuba responsabile della persecuzione è il regime comunista. In Colombia e in Messico invece sono i gruppi criminali e i leader etnici a minacciare i cristiani, perseguitati anche solo per il fatto di opporsi alla criminalità ad esempio esortando i giovani a non aderire a bande criminali e cercando di offrire loro delle alternative con l’istruzione e con opportunità di lavoro.

Nessun paese europeo è presente nella WWL 2023 né lo è mai stato. L’auspicio è che l’Europa sappia e voglia continuare a tutelare i suoi cristiani.