• IL MESSAGGIO DI FATIMA

Consacrazione a Maria, è tardi ma non troppo

Un'attenta ricostruzione dei messaggi e delle lettere di suor Lucia ci fa capire in che senso possiamo dire che la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria arriva tardi per evitare quanto profetizzato a Fatima sugli errori sparsi dalla Russia; ma allo stesso tempo è efficace per abbreviare il tempo della prova.

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Suor Lucia con Giovanni Paolo II

Se ne parlava non appena era stato annunciato che papa Francesco avrebbe consacrato la Russia e l’Ucraina; se ne continua a parlare ora che la consacrazione è avvenuta: è tardi o non è tardi?

Suor Lucia, la veggente di Fatima che ebbe la missione di far conoscere al mondo le richieste del Cielo nell’apparizione del 1917, si era molto prodigata affinché il Santo Padre consacrasse la Russia al Cuore Immacolato, secondo quanto richiesto dalla Santissima Vergine. Nel 1940, quando la Seconda Guerra Mondiale stava già travolgendo l’Europa, suor Lucia si rivolse a Pio XII, in una lettera del 2 dicembre, in questi termini: «In varie comunicazioni intime nostro Signore non ha tralasciato di insistere su questa richiesta, promettendo ultimamente, se la Santità vostra si degnerà fare la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, con menzione speciale della Russia [...] di abbreviare i giorni della tribolazione con cui ha stabilito di punire le nazioni per i loro delitti con la guerra, la fame e varie persecuzioni alla Chiesa e alla Santità vostra».

Ed aggiungeva quanto ella stessa aveva compreso del progetto divino: «Santissimo Padre, se nell’unione della mia anima con Dio non mi sono ingannata, nostro Signore promette, in riguardo della consacrazione che gli eccellentissimi prelati portoghesi hanno fatto della nazione al Cuore Immacolato di Maria, una protezione speciale alla nostra patria durante questa guerra; e che questa protezione sarà la prova delle grazie che sarebbero state concesse alle altre nazioni se anch’esse le fossero state consacrate».

Una lettera che tocca un punto estremamente importante: la consacrazione al Cuore Immacolato avrebbe preservato le nazioni consacrate dalla guerra, come accadde per il Portogallo, consacrato il 13 maggio 1931; ma anche ora che la guerra era iniziata la consacrazione avrebbe «abbreviato i giorni della tribolazione».

La lettera seguiva di quattro anni quella scritta al suo confessore, padre Gonçalves (18 maggio 1936), nella quale suor Lucia riferiva quanto il Signore si degnava di confidarle nel segreto: «Il Santo Padre! Prega, prega molto per il Santo Padre! Lui la farà [la consacrazione, n.d.a.], ma sarà tardi. Eppure il Cuore Immacolato di Maria deve salvare la Russia. È affidata a Lei».
Dunque si può vedere come nel giro di quattro anni si abbia un riferimento al ritardo della consacrazione, come anche agli effetti benefici che la consacrazione pur “ritardata” avrebbe causato.

Negli stessi anni, suor Lucia comunicava un’altra rivelazione importante che le fece il Signore. Si trovava a Rianjo, una località marittima dove fu mandata dai suoi superiori per aiutarla a riprendersi da una malattia. Con una lettera del 29 agosto 1931, ella informa il suo vescovo di questa nuova visita del Cielo, nella quale il Signore le confermava di apprezzare molto la sua preghiera per la salvezza della Russia, della Spagna, del Portogallo, dell’Europa e del mondo intero. Ed aggiungeva queste parole: «Fa’ conoscere ai miei ministri che, siccome hanno seguito l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della mia richiesta [Luigi XVI], lo seguiranno anche nella sventura. Non sarà mai troppo tardi per ricorrere a Gesù e Maria». Nel 1936, scrivendo a padre Gonçalves, richiamò questa rivelazione ricevuta cinque anni prima: «Non hanno dato ascolto alla mia richiesta. Come il Re di Francia si pentiranno e la faranno, ma sarà tardi. La Russia avrà già sparso i suoi errori nel mondo, causando guerre e persecuzioni alla Chiesa. Il Santo Padre dovrà soffrire molto!».

Troviamo di nuovo questa “dialettica” tra il «troppo tardi» e il «non è mai troppo tardi».

Un altro tassello importante è la lettera che suor Lucia consegnò a San Giovanni Paolo II, in occasione del loro incontro privato, il 13 maggio 1982, nella quale la Suora carmelitana chiedeva nuovamente al papa la consacrazione della Russia e spiegava che la terza parte del segreto «che tanto desiderate conoscere, è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del messaggio, legata all’accettazione o meno di ciò che il messaggio stesso ci chiede: “Se ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace; se no, diffonderà i suoi errori per il mondo...”». Suor Lucia constata che «visto che non abbiamo tenuto conto di questo appello, dobbiamo constatare che esso si è compiuto: la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non riusciamo a vedere ancora il compimento della parte finale di questa profezia, percepiamo che vi siamo diretti a grandi passi». La parte finale riguardava il Papa, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che vengono uccisi e il loro sangue raccolto da due Angeli.

Dopo la consacrazione del 1984, suor Lucia si incontrò con padre Luís Kondor, vice-postulatore della causa di canonizzazione di Giacinta e Francisco; i due si intrattennero sulla consacrazione fatta da Giovanni Paolo II e suor Lucia confermò che era stata fatta secondo le richieste della Madonna. Ma aggiunse anche: «ormai è tardi»; nel contempo disse a padre Kondor che il segno dell’accettazione di Dio era visibile guardando ad Est. Più esplicitamente, nell’ultima pubblicazione Come vedo il Messaggio nel corso del tempo e degli avvenimenti (2006), suor Lucia si riferiva ad una sventata distruzione atomica: «È da tutti risaputo che ci si trovava in uno dei momenti più critici della storia dell’umanità, in cui le grandi potenze, ostili tra loro, progettavano e si preparavano a una guerra nucleare (atomica) che avrebbe distrutto il mondo [...]. E chi sarebbe stato capace di indurre quegli uomini arroganti, trincerati nei loro piani e progetti di guerra, nelle loro idee violente e ideologie atee, schiavizzanti e dominatrici, che si credevano i signori del mondo intero, chi sarebbe stato capace di indurli a capovolgere tutto questo?». Chi, se non l’intervento di Dio, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria?

Questa lunga carrellata fornisce la risposta alla domanda relativa al ritardo della consacrazione del 25 marzo scorso. Ogni giorno di differimento nella risposta alla richiesta del Cielo, per proteggere gli uomini dal male, è un giorno perso, un giorno che alimenta la crescita del male e delle sue conseguenze. Male che accade e che si sarebbe potuto evitare. In questo senso, la consacrazione è stata compiuta tardi, troppo tardi, perché la Russia ha sparso nel mondo i suoi errori, instaurando il materialismo ateo, sia nella sua versione comunista che in quella liberale, fin nelle fibre più intime della vita umana e sociale.
I frutti di questa pianta malsana, che la Madonna voleva estirpare fin sul nascere, sono sotto gli occhi di tutti: la disperazione, le leggi contro la vita, la secolarizzazione, il trans-umanesimo, un’economia contro l’uomo, fino al tentativo in atto di controllare e manipolare l’uomo in ogni sua dimensione, interna ed esterna. Tutto questo poteva essere evitato, afferrando la mano che il Cielo ci ha più volte teso nella Santissima Vergine. E non è stato fatto. Dunque sì: guardando indietro e guardando al presente, è tardi.

Resta però altrettanto vero che mai il Cielo abbandona chi si volge a Lui; e pertanto, l’atto di consacrazione non mancherà di abbreviare la prova ed evitare la fine di ogni cosa; di sostenere i piccoli che cercano Dio, di toccare i cuori induriti, di aprire strade nuove dove tutto sembra chiuso, e chiudere strade di morte, che appaiono come le uniche percorribili. Se guardiamo avanti, allora non è tardi. Anzi. Il germe di una nuova vita è stato piantato; un germe che non è umano, corruttibile, e porta nel mondo la forza e la soavità di Dio. Il nuovo esodo è iniziato.

 

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