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il caso

Cannibalismo, aborto e droga: "moderni" questi satanisti

Aborto, eutanasia, gender e droghe sono argomenti radicati nell'immaginario collettivo. Ma anche humus fertile nel pensiero satanista a cui si aggiunge ora anche il cannibalismo. Un campanello d'allarme per genitori ed educatori. 

Editoriali 28_01_2023

Secondo Dignitatis Humanæ, n. 2, la libertà religiosa prevede che gli esseri umani debbano essere «immuni dalla coercizione da parte dei singoli individui, di gruppi sociali e di qualsivoglia potere umano, così che in materia religiosa nessuno sia forzato ad agire contro la propria coscienza né sia impedito, entro debiti limiti, di agire in conformità ad essa: privatamente o pubblicamente, in forma individuale o associata». Quel riferimento implicito, «entro debiti limiti», comporta il rispetto della legge naturale, dell’ordine pubblico, della morale e del bene comune. Nessun appello alla libertà religiosa può essere accettato, quindi, quando questo preveda comportamenti immorali o illeciti. Questione di buon senso.

Eppure, incredibilmente, è proprio facendo appello alla libertà religiosa che, negli Stati Uniti, il gruppo Il Tempio satanico ha intentato causa legale a quattro Stati – in particolare, Idaho, Indiana, Missouri e Texas – per le loro leggi pro-life, varate proprio per limitare l’aborto ma bollate come espressione di «nazionalismo cristiano». Secondo quanto apparso su diversi media, in particolare sul sito web del commentatore politico Glenn Beck e sull’agenzia InfoCatólica, tale organizzazione considererebbe l’uccisione di bambini non nati un vero e proprio “rituale religioso”, per cui limitarlo violerebbe i suoi «principi fondamentali».

È evidente come tale pratica contrasti frontalmente il diritto naturale, così come la morale, il bene comune ed anche l’ordine pubblico. E, proprio per questo, sconcertante è il fatto che la campagna abortista scatenata dal gruppo satanico trovi anche il supporto e l’appoggio di grandi testate, come The Guardian, che ha offerto spazio ad un’ampia intervista al co-fondatore del Tempio satanico, Lucien Greaves, il quale ha, tra l’altro, dichiarato: «Gli Stati stanno approvando leggi basate sull’idea che il tessuto fetale sia una persona o una vita umana, unica e distinta. Non concordiamo con questa posizione. Riteniamo che sia una posizione religiosa e non crediamo che gli Stati abbiano il diritto di imporci qualcosa». Secondo Greaves, il «rituale di aborto», praticato all’interno della sua organizzazione, sarebbe parificabile a quel che la S. Comunione ed il Battesimo sarebbero per i cattolici: parole gravi, queste, e a dir poco blasfeme.

Il Tempio satanico sostiene di fondarsi su sette principi fondamentali, tra i quali il seguente: «Il proprio corpo è inviolabile, soggetto solo alla propria volontà». Una convinzione, che si sposa bene con le campagne promosse a livello internazionale non solo a favore dell’aborto, ma anche a favore, ad esempio, dell’eutanasia. Ciò a riprova di un sottobosco culturale ormai dilagante e radicato a livello popolare, nel quale includere anche la liberalizzazione delle droghe, il sessismo spinto ed, incredibile dictu, anche il cannibalismo.

La riprova giunge da un articolo apparso lo scorso ottobre sull’edizione web francese della testata «Vice» con questo titolo: «Il riscaldamento globale porta al cannibalismo». Sottotitolo: «In un prossimo futuro gli esseri umani potrebbero essere costretti a mangiare i loro morti per sopravvivere». A formulare la sconcertante ipotesi è Magnus Söderlund, scienziato comportamentale e ricercatore presso la Stockholm School of Economics. Dal suo studio si evince come l’8% degli svedesi intervistati sia disposto a nutrirsi di carne umana, qualora derivante da cadavere.

Una boutade? Tutt’altro! Ci sono docenti universitari, che si sono presi la briga di calcolare anche il valore nutrizionale della carne umana, con risultati peraltro deludenti: secondo James Cole, antropologo e ricercatore dell’Università di Brighton, 500 grammi di carne di cinghiale o di castoro consentirebbero un apporto di 1.800 calorie contro le 650 soltanto della carne umana. È aberrante anche solo immaginare che si possano compiere raffronti di questo tipo! C’è un piccolo particolare: il cannibalismo è anche una delle pratiche ammesse e promosse nella galassia di sigle sataniche, specialmente tramite il web, ove si possono leggere messaggi da voltastomaco assicurato, come diversi studi condotti in ambito psichiatrico e criminologico hanno evidenziato.

Lo stesso dicasi anche per l’edizione web italiana di Vice, che ha già promosso temi, a dir poco, “particolari”. Risale sempre allo scorso ottobre l’articolo «Com’è essere satanisti in Italia, spiegato dai satanisti», scritto – si specifica - «oltre le leggende e i pregiudizi». Un altro articolo, pubblicato a settembre, specifica come «chi fuma cannabis non sia più pigro né meno motivato di chi non lo fa»; a dicembre, ecco una mini-inchiesta dal titolo inquietante: «Un po’ di persone riassumono in sette parole perché usano droghe». Vengono riportate le opinioni di 17 individui tra i 27 ed i 42 anni, tutte favorevolissime al consumo di tali sostanze in un modo così imbarazzante, che la stessa redazione si è sentita in dovere di specificare: «I punti di vista e le opinioni espresse in questo articolo appartengono esclusivamente alle persone intervistate. VICE non condona né incoraggia il consumo di sostanze narcotiche o psicotrope». Già, ma di fatto l’assenza di voci contrarie, oltre ad essere deontologicamente e giornalisticamente scorretto, diventa di fatto una sorta di campagna promozionale. Ed anche il ricorso alle droghe, figura, guarda caso, come pratica comune all’interno di molte organizzazioni sataniche, specie quelle declinate nella forma del cosiddetto «satanismo acido» o del «satanismo metropolitano», comprovata da numerosi studi accademici.

Il fatto che argomenti così popolari e radicati nell’immaginario collettivo, sostenuti a livello mediatico, politico ed istituzionale - si pensi ad aborto, divorzio, gender e droga o al tema del cannibalismo in molte, troppe canzoni date in pasto ai giovani - appartengano anche all’humus osannante al demonio, non è un bel segnale, è anzi un forte campanello d’allarme per genitori ed educatori. Perché qui si è decisamente oltre «i debiti limiti», di cui parla Dignitatis Humanæ.