a cura di Riccardo Cascioli
  • Epidemie

Avviata una nuova campagna anti-polio in Pakistan

Il 16 dicembre in Pakistan è partita una nuova campagna di vaccinazioni contro la poliomielite, promossa come le precedenti dall’Organizzazione mondiale della sanità, dall’Unicef e da altri organismi internazionali. Nell’arco di cinque giorni 250.000 operatori sanitari vaccineranno 40 milioni di bambini di età inferiore a cinque anni. L’iniziativa si è resa necessaria, benché ad agosto fosse stata realizzata una campagna speciale che ha consentito di raggiungere 7,1 milioni di bambini in 46 distretti, perché nel 2019 si è registrato un numero allarmante di casi: 104, il dato peggiore dal 2014, quando i nuovi contagi accertati erano stati 306. Il dato è tanto più preoccupante se si considera che nel 2018 in tutto i casi rilevati erano stati solo 12. Perciò il 2019 si era aperto nella convinzione che la lunga battaglia per sradicare la polio in Pakistan fosse quasi conclusa, vinta nonostante la diffidenza di molte famiglie restie a far vaccinare i figli e l’ostilità dei talebani che più volte hanno attaccato le equipe incaricate delle vaccinazioni convinti che le campagne sanitarie servano in realtà a sterilizzare i bambini musulmani. Invece a gennaio due donne, madre e figlia, sono state uccise a Quetta mentre distribuivano vaccini antipolio. Non erano accompagnate da agenti di sicurezza perché la polizia locale riteneva che la loro presenza invece di tutelare gli operatori sanitari li mettesse in pericolo attirando su di loro l’attenzione. Il governo, che è stato accusato di aver minimizzato il problema per mesi e di averne negato la stessa esistenza,  ha disposto che il personale addetto alla attuale campagna di vaccinazioni sia protetto da 80.000 agenti. A ottobre l’Oms ha annunciato la scomparsa del poliovirus di tipo 3. Quello di tipo 2 è stato eliminato nel 2015. Resta il tipo 1, ancora diffuso in Afghanistan oltre che in Pakistan.