a cura di Riccardo Cascioli
  • Epidemie

Attacchi armati ostacolano le campagne anti polio nel Sudan del Sud e in Pakistan

Almeno un operatore sanitario è tra le vittime di alcuni attacchi contro alcune squadre mobili incaricate di una campagna di vaccinazione contro la poliomielite verificatisi il 14 febbraio nello stato dei Laghi, nel Sudan del sud centrale. In tutto 10 persone sono morte, quattro sono state ferite e una risulta dispersa. Uno degli automezzi attaccati è possibile che sia stato coinvolto in uno scontro armato tra comunità di pastori. Trasportava vaccini e materiale di informazione per sensibilizzare la popolazione sui rischi della polio e i modi per prevenirla. Nel paese infatti ancora si registrano casi di poliomielite anche se la malattia non è più considerata endemica. L’Ufficio Onu di coordinamento per gli affari umanitari ha deplorato l’accaduto: “compromette – ha spiegato il coordinatore dell’agenzia Onu per il paese Alian Noudehou – la possibilità per gli operatori sanitari di fornire assistenza alle comunità in cui sono comparsi dei focolai della malattia”. Dal 2013, anno in cui a soli due anni dall’indipendenza, nel paese è scoppiato un conflitto non ancora del tutto risolto, più di 120 operatori umanitari hanno perso la vita nello svolgimento del loro dovere. La campagna di vaccinazioni che avrebbe dovuto iniziare il 16 febbraio è la seconda da quando nel settembre dello scorso anno sono stati individuati i primi casi di polio. Lo stato dei Laghi è teatro di incessanti ondate di violenza per lo più legate a razzie di bestiame, scontri per il controllo di terreni e rappresaglie. Anche in Pakistan, l’unico stato insieme all’Afghanistan in cui la polio è ancora endemica, una campagna di vaccinazioni appena iniziata ha subito una battuta d’arresto a gennaio nel nord ovest in seguito a un attacco armato a una squadra mobile di addetti sanitari. L’automezzo che era scortato dalla polizia è stato raggiunto da uomini a bordo di motociclette che hanno aperto il fuoco. A perdere la vita è stato uno degli agenti. Attacchi del genere  si sono verificati ripetutamente sia in Pakistan che in Afghanistan. A compierli sono i jihadisti talebani convinti che le campagne di vaccinazione siano espedienti per controllarli e anche che quelle inoculate non siano vaccini, ma sostanze che rendono i bambini sterili. Con la campagna in corso l’obiettivo è vaccinare più di 40 milioni di bambini di età inferiore a cinque anni. Per realizzarla sono stati mobilitati 285.000 operatori.