Attaccata una residenza di suore nella Repubblica democratica del Congo
Uomini armati hanno sfondato un muro e sono entrati nella sede delle Suore della Congregazione di Santo Domingo per rubare denaro e oggetti di valore

La residenza delle Suore della Congregazione di Santo Domingo di Kimbanseke, un comune dell’area di Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo, è stata attaccata nella notte tre il 18 e il 19 marzo da uomini armati di panga (un attrezzo da lavoro simile al machete) e altre armi da taglio. Gli aggressori sono entrati sfondando un muro e hanno rubato alle suore denaro, telefoni, computer e altri oggetti di valore. Fortunatamente nessuna suora è stata ferita, ma lo spavento è stato grande. Autori dell’attacco sono dei “Kuluna”, termine inizialmente usato per indicare i giovani congolesi provenienti da contesti urbani che entravano illegalmente in Angola per cercare dei diamanti e in seguito esteso alle bande che infestano le periferie della capitale dove la polizia non osa neanche più avventurarsi. Queste bande poi gradualmente hanno allargato il loro raggio d’azione ai distretti centrali del paese e persino alle caserme dei militari e della polizia, arrivano a reclutare membri tra i figli stessi degli ufficiali. Il governo ha organizzato diverse, vaste operazioni di rastrellamento riuscendo ad arrestare centinaia di criminali, molti dei quali sono stati condannati a morte dopo che il Congo ha reintrodotto la pena capitale. Tuttavia le bande criminali continuano a minacciare la vita e le proprietà di civili e l’insicurezza soprattutto nella capitale continua ad aumentare. “Desideriamo esprimere l’indignazione del Cardinale Fridolin Ambongo, Arcivescovo metropolita di Kinshasa, in seguito all'attacco contro la comunità delle suore della Congregazione di Santo Domingo – si legge nella dichiarazione firmata da Padre Clet-Clay Manvemba, segretario cancelliere dell’arcidiocesi di Kinshasa e pervenuta all’agenzia di stampa Fides – il Cardinale esprime la sua vicinanza alle suore vittime di questa barbarie e le incoraggia a resistere, lasciandosi guidare dalla luce della speranza. Coglie l’occasione per invitare le varie congregazioni a raddoppiare la vigilanza, senza però cedere al panico o alla paura”.