a cura di Riccardo Cascioli
  • Islam

Afghanistan, il paese più pericoloso per le donne… o quasi

 

L’apprensione in questi giorni è tutta rivolta al destino delle donne afghane, adesso che i talebani hanno assunto il pieno controllo del loro paese. Può darsi che non perdano il lavoro e il diritto di studiare, cosa che molti temono. Ma non potranno sottrarsi alle regole e alle istituzioni islamiche, secondo l’interpretazione che ne danno i talebani, e con loro tanta parte dei mussulmani: vivere quanto più possibile nascoste agli occhi di uomini estranei, uscendo di casa per lo stretto necessario e velate; accettare matrimoni precoci e imposti; meritare severe punizioni, persino la morte, per mano di parenti se si compromette l’onore famigliare con comportamenti ritenuti non corretti, disdicevoli, compromettenti, in presenza di estranei… Per questo, e per altro ancora che alle donne tocca subire, una ricerca condotta nel 2011 dagli esperti della Thomson Reuters Foundation allo scopo di individuare i paesi più pericolosi per le donne aveva posto l’Afghanistan in testa alla classifica: il più pericoloso paese del mondo in base ai sei parametri considerati: salute, violenza sessuale, violenza non sessuale, fattori culturali o religiosi, accesso negato alle risorse economiche e rischio di essere vittime di tratta. L’indagine è stata ripetuta nel 2018 e nella nuova classifica l’Afghanistan è passato in seconda posizione, preceduto dall’India (che nel 2011 era quarta). “A quasi 17 anni dalla sconfitta dei talebani, le donne afghane affrontano problemi estremi, terribili” era il commento dei ricercatori della fondazione. Questa rilevazione fa riflettere su quanto l’oppressione delle donne in Afghanistan derivi da tradizioni tribali, precedenti all’Islam. Va inoltre a conferma del fatto che l’Islam ha fatto proprie le istituzioni, i principi fondanti delle società tribali, rispettate perché imposte dai padri fondatori, e ne abbia consolidato la forza prescrittiva, inderogabile attribuendone l’origine da Dio. In entrambe le indagini i parametri che più hanno concorso a determinare la posizione dell’Afghanistan nella classifica sono gli stessi: salute, violenza non sessuale, accesso negato alle risorse economiche.