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La crisi

Zelensky celebra i responsabili del genocidio in Volinia. I polacchi protestano

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Il presidente dell’Ucraina ha proposto come eroi nazionali i nazionalisti ucraini responsabili del genocidio di polacchi in Volinia e nella Piccola Polonia orientale. Una decisione shock che ha innescato la più grave crisi nelle relazioni polacco-ucraine degli ultimi anni.

Esteri 08_07_2026
Foto ImagoEconomica

Volodymyr Zelensky, proponendo come eroi nazionali i nazi-nazionalisti ucraini, responsabili del genocidio di polacchi in Volinia e nella Piccola Polonia orientale, ha innescato la più grave crisi nelle relazioni polacco-ucraine degli ultimi anni. Per tanti polacchi è stato un vero shock: la gente che ha accolto milioni di ucraini che scappavano dal Paese dopo l’invasione russa si è chiesta il perché di questa ingratitudine. Anche perché un milione e mezzo di ucraini rimangono sempre in Polonia, usufruiscono dei servizi sociali per sé e per i propri figli e lo Stato polacco continua a fornire ingenti aiuti militari e logistici all’Ucraina. Vale la pena ricordare questo gigantesco sforzo dei polacchi e della Polonia verso il suo vicino invaso dalla Russia.

Alla fine del 2022, il primo anno dell’invasione russa all’Ucraina, Georgette Mosbacher, allora ambasciatrice degli Stati Uniti in Polonia, aveva proposto di assegnare il Premio Nobel per la pace all’intera nazione polacca. Secondo lei accogliere tre milioni di stranieri nei primi tre mesi di guerra della Russia contro l’Ucraina è stato «qualcosa di straordinario». «Mostratemi un altro Paese nella storia – diceva la Mosbacher – capace di accogliere così tante persone in fuga dalla guerra senza costruire campi profughi: ce l'hanno fatta i polacchi». Il dato più lampante dice che il 70% dei polacchi è stato coinvolto nell'aiuto ai rifugiati durante i primi tre mesi dell’invasione russa.

Si valuta che in quel periodo la spesa privata legata all’accoglienza ha potuto raggiungere quasi 10 miliardi di zloty (PLN), equivalenti a circa 2,15 miliardi di euro. Invece la spesa pubblica, legata alla concessione ai rifugiati ucraini dell'accesso all’assistenza sociale e ai servizi pubblici (in particolare l’assistenza sanitaria e l’istruzione per i figli), ammontava quell’anno a circa 15,9 miliardi di PLN. La spesa totale stimata in Polonia da parte delle autorità pubbliche e dei privati ​​per aiutare i rifugiati durante i primi tre mesi di guerra ha raggiunto i 5,45 miliardi di euro (25,4 miliardi di PLN).

Ma la Polonia non soltanto ha accolto milioni di profughi ucraini ma è stato uno dei primi Paesi a iniziare le consegne su larga scala di equipaggiamento militare all'Ucraina. L'equipaggiamento polacco trasferito agli ucraini era in gran parte di progettazione post-sovietica, ancora comune nell'esercito polacco all'epoca, come gli obici semoventi Gvozdika, i carri armati T-72 e i veicoli da combattimento per la fanteria BWP-1. Nonostante la loro età e le frequenti carenze dovute ad anni di modernizzazione, questi modelli si sono rivelati molto utili per gli ucraini. Erano simili all'equipaggiamento già in uso nel loro esercito, non richiedevano un lungo addestramento o un periodo di inserimento nelle forze armate ucraine e potevano essere rapidamente impiegati in combattimento. Tra il 2022 e il 2024 – periodo in cui sono state consegnate all'Ucraina le maggiori donazioni provenienti dai depositi militari polacchi – secondo un rapporto della Cancelleria del Primo Ministro dell'ottobre 2025, sono stati trasferiti complessivamente 318 carri armati e 586 altri tipi di veicoli blindati (carri armati T-72 in varie versioni, carri armati PT-91, carri armati Leopard 2A4, veicoli da combattimento BWP-1, veicoli da ricognizione BRDM-2 e veicoli per trasporto truppe Rosomak), nonché 137 vari tipi di sistemi di artiglieria (tra cui i sistemi post-sovietici 2S1 Gvozdika e BM-21 Grad), e i moderni sistemi di artiglieria polacchi Krab e Rak. Oltre ai veicoli blindati, l'Ucraina ha ricevuto anche alcuni velivoli polacchi: 10 aerei e 10 elicotteri. Tra questi, caccia MiG-29 ed elicotteri d'attacco Mi-24.

È difficile fornire dati precisi su altri tipi di supporto materiale: munizioni, inclusi missili aria-aria, munizioni per artiglieria e calibri minori, armi leggere – tra cui i missili antiaerei Piorun, utilizzati con successo dagli ucraini – ed equipaggiamento individuale per i soldati, come elmetti e giubbotti antiproiettile. Sono stati inoltre consegnati all'Ucraina droni da ricognizione FlyEye, impiegati con successo dalle forze di difesa, e munizioni a guida autonoma Warmate, entrambi prodotti dal gruppo polacco WB. Secondo un rapporto della Cancelleria del Primo Ministro, entro marzo 2025 il valore totale dell'assistenza militare fornita dalla Polonia, comprese altre forme di supporto alle forze armate ucraine, ha superato i 18 miliardi di PLN. Nel solo 2022, il valore delle attrezzature militari trasferite, escluse altre forme di supporto militare, è ammontato a 7,23 miliardi di PLN.

Milioni di polacchi, con un gesto sincero e cristiano, hanno accolto, senza chiedere niente in cambio, milioni di ucraini in fuga dalla guerra. La Polonia ha speso e sta spendendo miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina senza porre condizioni e senza mandare un conto ai governanti ucraini. I polacchi si aspettavano soltanto un po’ di gratitudine e una semplice reciprocità. Purtroppo, si sbagliavano. Invece della gratitudine c’è una provocazione che ferisce: la negazione di un genocidio di più di centomila polacchi, ma anche tanti ebrei, cechi, slovacchi, armeni, che ha avuto luogo in Volinia e nella Piccola Polonia orientale per mano di nazionalisti ucraini, alleati di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale.  Dov'è il rispetto per i morti? Dov'è la consapevolezza dei propri errori storici? Come possono rimarginarsi le profonde ferite della storia se si nega la realtà del genocidio? Sicuramente questa non è la strada per l'Europa e i suoi valori.

Tanti si chiedono: perché questa svolta di Zelensky in chiave nazional-sciovinista? Przemysław Czarnek, ex ministro dell’Educazione e candidato di Diritto e Giustizia alla carica di primo ministro, intervenendo su X dà la sua spiegazione: «Questo è il vero motivo del deliberato tradimento di Zelensky: la massiccia corruzione tra i suoi più stretti collaboratori e il recente e drastico calo del suo consenso. Volendo insabbiare lo scandalo di corruzione nella sua cerchia ristretta, Zelensky – un comico ucraino di lingua russa originario di Kryvyi Rih, che non era mai stato associato all’ideologia del banderismo – ha consapevolmente assecondato l'antipolonismo dell'Ucraina occidentale. Sapeva perfettamente cosa stesse facendo e si rendeva conto che con questa decisione avrebbe innescato la crisi più grave nelle relazioni polacco-ucraine degli ultimi anni».

Le cancellerie dei Paesi dell’UE dovrebbero riflettere bene su queste mosse di Zelensky che con  toni sempre più ricattatori chiede di continuo miliardi di aiuti.



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