Verità su matrimonio ed Eucaristia, un richiamo dalla Spagna
In occasione del Corpus Domini e alla vigilia della visita del Papa, il presidente dei vescovi spagnoli ribadisce la coerenza eucaristica, in controtendenza con l'applicazione di Amoris laetitia che va per la maggiore.
Si intitola Corpus Christi la lettera pastorale di mons. Luis Argüello, arcivescovo di Valladolid, del 1° giugno 2026, in vista della solennità del Corpus Domini. Il testo è un invito ad «accostarsi alla Comunione con spirito di meraviglia e adorazione» e a celebrare l'Eucaristia «con spirito di ascolto e adorazione», e include un richiamo alla coerenza eucaristica che, alla vigilia della visita di Leone XIV in Spagna, fa risaltare ancora di più le parole del presule, presidente della Conferenza episcopale spagnola.
Mons. Argüello ricorda il «triplice significato» dell'Eucaristia: «sacrificio, banchetto e presenza reale» che va celebrato «con partecipazione feconda», lasciandosene trasformare e prima ancora preparandosi a riceverla. «Come lo facciamo di solito? Non possiamo affrettarci, con l'atteggiamento di chi compie un gesto meccanico», ma attraverso «un'ampia preparazione, magari durante tutta la settimana», che implica anche «esaminare la nostra coscienza» (come del resto diceva già san Paolo, in 1Cor 11,28-29). Il Signore si offre «come cibo che guarisce e risana» ma «desidera che la guarigione, la cura eucaristica, sia suggellata nel Sacramento della Penitenza se un peccato grave impedisce l'ingresso del Signore vivente nei nostri cuori».
In breve e come la Chiesa ha sempre detto: non ci si comunica in peccato mortale, ma occorre prima pentirsi e confessarsi. Senza eccezioni. «Se la nostra situazione o il nostro stato di vita sono incompatibili con la piena comunione con il Signore e la sua Chiesa perché partecipiamo a una relazione peccaminosa, abusando di altre persone, sia in ambito economico, lavorativo, psicologico o affettivo, o difendendo pubblicamente posizioni contrarie alla morale cristiana, non possiamo accostarci alla comunione senza una ferma decisione di cambiare vita, riparando il danno causato dalla nostra situazione peccaminosa».
Il che vale per tutti, anche «quando un matrimonio si è rotto e coloro che ne facevano parte intraprendono una nuova relazione matrimoniale. Queste persone, pur rimanendo parte della Chiesa, devono comprendere che questa rottura del Sacramento dell'Alleanza impedisce la comunione eucaristica». Invece di proporre facili scappatoie, mons. Argüello scrive che «il dolore di non ricevere la Comunione dovrebbe stimolare il desiderio di trovare una soluzione che rispetti il significato dei due sacramenti coinvolti: il Matrimonio e l'Eucaristia».
Quello di mons. Argüello è un richiamo alla coerenza eucaristica, che di per sé sarebbe scontato, ma oggi risulta decisamente in controtendenza rispetto all'applicazione di Amoris laetitia che va per la maggiore.


