Aiuti esteri di Trump: alle società cristiane, non alle Ong woke
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Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, guidato dal cattolico Marco Rubio, ha annunciano quasi 2 miliardi di dollari per organizzazioni religiose e comunitarie impegnate nella sanità e negli aiuti umanitari, smentendo così platealmente tutte le critiche di coloro che avevano aspramente criticato e messo sotto accusa i tagli degli aiuti internazionali degli Usa e la chiusura di USAid. Senza contare che a fine luglio, il capo della missione statunitense a Cuba, Mike Hammer, ha incontrato all’Avana il direttore di Cáritas Cuba, Carmen Maria Martinez per iniziare la distribuzione di aiuti umanitari alle famiglie vulnerabili del valore di 100 milioni di dollari.
Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato il 6 agosto che si tratta della «più grande assegnazione di aiuti sanitari internazionali destinati a organizzazioni religiose in oltre vent’anni». Tra i beneficiari figurano i network e le organizzazioni cristiane “World Vision”, “Compassion International” e “Samaritan’s Purse”. La maggior parte dello stanziamento, di circa 1,4 miliardi di dollari (circa 1,2 miliardi di euro), rientra in quella che Washington definisce “America First Global Health Strategy”, la strategia americana per la salute globale ispirata alla dottrina “America First”, i cui fondi sono destinati a sostenere ospedali, cliniche e strutture sanitarie e comunitarie gestite da organizzazioni religiose e della società civile cristiane in oltre 20 Paesi del mondo. Una gran bella differenza con i fondi a pioggia che, prima Obama, e poi Biden destinavano alle multinazionali di aborto, ideologia Lgbt e promozione delle più turpi depravazioni umane. Si, finalmente l’amministrazione Trump fà una differenza tra chi uccide i bimbi in utero e spesso pure le donne e chi invece vuole curare e non deturpare il senso del pudore dei ragazzi, distruggendo famiglie e colonizzando ideologicamente intere nazioni.
Tra l’altro, proprio nei giorni scorsi, una indagine di Associated Press, non proprio una agenzia di notizie conservatrice, ha pubblicato un servizio sconcertante sugli investimenti di USAid in Nepal, dove l'agenzia americana pagava laute somme a 100 operatori umanitari Lgbt che, rimasti senza lavoro a causa dei tagli ai finanziamenti «si sono dati alla prostituzione per sopravvivere, camminando per le strade insieme alle stesse persone che un tempo si erano tanto impegnati ad aiutare».
Un ulteriore finanziamento di 538 milioni di dollari (circa 466 milioni di euro) è stato destinato specificatamente alle operazioni di risposta alle emergenze umanitarie, la somma sarà distribuita tra “Samaritan’s Purse” e un consorzio guidato da “World Vision e Compassion International”, tutte organizzazioni di ispirazione cristiana dedite agli aiuti nei paesi del mondo che si trovano ad affrontare emergenze ambientali e sociali improvvise. Una delle condizioni dei finanziamenti è che l’80% delle risorse totali debba essere destinato direttamente ai «servizi sul campo», cioè alle attività rivolte concretamente alle persone bisognose, non agli staff e ai dirigenti delle organizzazioni internazionali, come avveniva in precedenza quando, soltanto il «35-40% circa» delle risorse arrivava direttamente alle attività di prima linea, mentre il resto veniva assorbito da «costi amministrativi, spese generali e gestione».
La miglior risposta alle critiche scomposte per la chiusura di USAid decisa dall'Amministrazione Trump è nei fatti. Tra i principali finanziamenti dallo scorso gennaio 2026 deliberati dagli Usa figurano: 1,8 miliardi di dollari all'Onu per aiuti umanitari convogliato tramite l'Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari) che vanno ad aggiungersi ai 2 miliardi dello scorso inverno, vincolati al supporto di paesi terzi in linea con gli interessi di politica estera americani (in Repubblica Centrafricana, Libano e Venezuela). Ancora, 600 milioni per l'Alleanza dei Vaccini (Gavi) e Unicef (agosto 2026) per l'acquisto di vaccini pediatrici nei paesi a basso reddito, ripristinando in parte i finanziamenti precedentemente congelati. Inoltre 4,8 miliardi per il Pepfar e 1,25 miliardi per il Fondo Globale, progetti legati alle cure dell'HIV.
In ogni caso, l’Amministrazione Trump decide di scegliere e discriminare tra aiuti buoni e cattivi: l'erogazione dei fondi deve essere conforme alla nuova direttiva "Promoting Human Flourishing in Foreign Assistance" (Phffa), che esclude categoricamente finanziamenti a programmi legati alla ideologia woke della diversità, equità e inclusione (DEI) o all'ideologia di genere o all’aborto. Solo per avere un paragone, la nostra bella e pomposa Europa, ha un un bilancio umanitario di 1,9 miliardi di euro per il 2026, il che significa che il solo e unico finanziamento americano alle organizzazioni religiose è pari all'intero stanziamento annuale dell'Ue.

