Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Romano di Condat a cura di Ermes Dovico
deficit

Una commissione per la campagna raccolta fondi del Papa

Ascolta la versione audio dell'articolo

Con un apposito chirografo Francesco istituisce un nuovo organismo destinato a «reperire finanziamenti da volenterosi donatori». Per mantenere la promessa di dare ai poveri occorre chiedere ai ricchi. E anche se il latino non va più di moda... pecunia non olet.

Ecclesia 28_02_2025
CARLO LANNUTTI - IMAGOECONOMICA

Il latino non va più tanto di moda in Vaticano, ma pecunia non olet è l'adagio più efficace per descrivere l'ultimo chirografo del Santo Padre reso pubblico due giorni fa. Lo scorso 11 febbraio, tre giorni prima del ricovero, Francesco ha istituito la Commissio de donationibus pro Sancta Sede. L'organismo nasce sull'onda della grande preoccupazione che attanaglia da tempo il romano pontefice: il deficit monstre della Santa Sede. Dovrà cercare soluzioni incentivando «le donazioni con apposite campagne presso i fedeli, le Conferenze Episcopali e potenziali benefattori, sottolineandone l’importanza per la Missione e le opere caritative del Santo Padre» e reperendo «finanziamenti da volenterosi donatori per specifici progetti presentati dalle Istituzioni della Curia Romana e dal Governatorato dello Stato Città del Vaticano».

L'istituzione della Commissio sembra amplificare ulteriormente il processo di burocratizzazione nella gestione delle finanze vaticane. I tentativi di centralizzazione che erano stati fatti qualche anno fa sotto l'Apsa sono falliti a seguito di un rimescolamento di competenze tra i vari soggetti coinvolti. Ormai è difficile orientarsi nel terreno delle competenze tra Segreteria di Stato, Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), Governatorato e Segreteria per l'Economia (SpE). Proprio quest'ultima, potentissima e temutissima sotto la guida del laico Maximino Caballero Ledo, pare uscire indebolita dall'ennesimo provvedimento in tema economico. Nell'articolo 7 dello statuto della Commissio, infatti, si legge che «la Commissione si avvale della Segreteria per l’Economia per quanto reputa necessario e le trasmette, per informazione, una sintesi annuale delle proprie iniziative». Insomma, poco può la SpE di fronte a questa commissione che «risponde direttamente al romano pontefice». 

Inoltre, il comma 2 dell'articolo 1 dello statuto sembra aprire uno scenario futuro complicato nella gestione dell'Obolo di San Pietro, finora nelle mani della SpE e che la Commissione potrebbe sottrarle anche se la norma appare non del tutto chiara.
E a differenza di Apsa e Governatorato, la Segreteria per l'Economia non avrà alcun suo rappresentante tra i membri della Commissione. Proprio guardando all'organigramma della nuova creatura si può avere il quadro di nuovi equilibri in Curia che presumibilmente potrebbero averne influito l'istituzione. Ad esserne nominato presidente, infatti, è stato monsignor Roberto Campisi, assessore per gli affari generali della Segreteria di Stato. Fonti autorevoli ci descrivono il diplomatico siciliano in forte ascesa in Curia al punto da essere ritenuto come uno dei nuovi "preferiti" di Francesco. La considerazione è tale che qualcuno si aspettava di leggerne il nome nell'elenco dei nuovi cardinali annunciati lo scorso ottobre. Invece la porpora in Segreteria di Stato è toccata al responsabile dei viaggi papali, l'indiano George Jacob Koovakad. C'è chi, però, ha confidato alla Nuova Bussola di aspettarsi a breve l'elevazione ad arcivescovo per l'assessore. La nomina a presidente con durata quinquennale, in ogni caso, firmata l'11 febbraio ma pubblicata col Papa in prognosi riservata in ospedale non deve avergli procurato simpatie in Vaticano.

Al fianco di Campisi, tra i membri della commissione, compare il nome di suor Alessandra Smerilli. La religiosa economista sembrava una stella nascente nel firmamento vaticano e veniva indicata come destinata ad assumere un incarico di prefetto dopo che suor Simona Brambilla ha infranto il soffitto di cristallo in Curia. Ma non è più così sicuro che possa arrivare per lei una promozione al dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale – di cui è segretario – dopo il pensionamento del cardinale Michael Czerny, sebbene i suoi estimatori – secondo alcuni ben informati – la vedrebbero bene addirittura sulla poltrona più importante della SpE in caso di cambiamenti inaspettati. La suora però può contare su un rapporto di assoluta fiducia con l'influente Campisi che dovrebbe averle aperto le porte della neonata commissione. In passato l'attivismo di Smerilli era stato gradito da Francesco specialmente dopo aver accompagnato in udienza da lui diversi gruppi di impresari. Conoscenze utili per chi è chiamato a cercare, da statuto, di «reperire finanziamenti da volenterosi donatori».

Insomma, il pontificato di Francesco, arrivato a ridosso dell'inizio del suo tredicesimo anno, sembra avere un disperato bisogno di ricchi per poter mantenere quel giuramento fatto subito dopo l'elezione al cardinale Cláudio Hummes di non dimenticarsi dei poveri. 



degenza

Il Papa al Gemelli, uno stacanovista in condizioni critiche

26_02_2025 Nico Spuntoni

Situazione stazionaria ma il messaggio principale trasmesso all'esterno è: Francesco lavora e governa. Lunedì ha ricevuto Parolin, che in serata ha dato inizio al Rosario con i cardinali per la salute del Pontefice. Visibilità planetaria per il segretario di Stato in preghiera sul sagrato della Basilica.