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Un Paese con il freno a mano: nuove e vecchie restrizioni

Ha un po' più di respiro solo il turismo, con meno regole per chi entra in Italia e l'apertura di nuovi "corridoi" verso destinazioni esotiche. Ma il resto del Paese dovrà riprendere la corsa con il freno a mano tirato, perché tutte le vecchie restrizioni, inclusa la mascherina all'aperto, restano in vigore fino al 31 marzo. E le nuove, fra cui l'obbligo vaccinale, iniziano oggi. 

Controlli dei Green Pass

Oggi scattano le limitazioni agli over 50 non vaccinati, previste dall’ultimo decreto. Questo si sapeva. Nel consiglio dei ministri di ieri non c’è invece stata quella svolta tanto attesa che riguardava gli altri divieti ancora in vigore e in larga parte irragionevoli, che finiscono per imbrigliare la vita delle persone e per strangolare le attività economiche e commerciali.

Il governo ha deciso di prorogare fino alla fine dello stato d’emergenza (31 marzo) provvedimenti come l’obbligo delle mascherine all’aperto in tutte le zone non bianche, che alcuni virologi come Matteo Bassetti reputano già da tempo inutili. I proprietari e i gestori delle discoteche e delle sale da ballo rimangono in attesa di buone nuove, che ancora non arrivano. Per ora la chiusura delle loro attività è confermata, così come l’obbligo delle mascherine all’aperto fino al 10 febbraio anche nelle zone bianche, poi si vedrà, in base all’andamento della pandemia. Quindi tutto in bilico come sempre, con l’incertezza che regna sovrana e l’impossibilità, per famiglie e imprese, di programmare alcunchè.

La questione che più assillava gli italiani con figli a carico, vale a dire quella delle quarantene a scuola, che ha provocato e sta provocando numerosi disagi burocratici, con innocue positività al Covid che determinano isolamenti di studenti e chiusura di classi, è stata rinviata a un altro consiglio dei ministri, si spera in settimana.

Si stringe il cappio al collo anche dei vaccinati perché il green pass da oggi non vale più nove mesi ma sei mesi. Chi dunque si è vaccinato a settembre non potrà più circolare già a partire dal mese prossimo, a meno che non faccia al più presto la terza dose, che tuttavia, anche alla luce della scarsa pericolosità di Omicron e del rallentamento della curva pandemica, potrebbe risultare superflua. Ci sono poi quelli che la seconda dose l’hanno fatta a luglio e che dunque, da oggi, non avranno più il lasciapassare e dovranno correre a vaccinarsi per la terza volta per poter tornare alla vita lavorativa.

E mentre il virus, come ammettono tutti gli esperti, rallenta, da oggi ci vorrà il tampone, il vaccino o il certificato di guarigione anche per andare alle poste, in banca, all’anagrafe o in un qualsiasi altro ufficio pubblico. Il green pass base o rinforzato sarà necessario anche per entrare nei negozi di abbigliamento, nelle librerie, nei negozi di giocattoli per bambini o dal tabaccaio.

Praticamente i non vaccinati potranno soltanto entrare in farmacia, in un supermercato e in pochi altri negozi. E chi non avrà il vaccino pur avendo già compiuto i 50 anni dovrà pagare una tantum una multa di 100 euro, decisa già il 7 gennaio dal governo, che in quell’occasione ha introdotto l’obbligo vaccinale per quasi 28 milioni di persone. Va ricordato che comunque alla sanzione ci si potrà opporre rivolgendosi al giudice di pace.

In ogni caso, gli ultra 50enni privi del super green pass, quindi del certificato di guarigione dal covid o della doppia dose di vaccino, non potranno più andare a lavorare dal 15 febbraio. In questo caso, le sanzioni per la violazione saranno comprese tra i 600 e i 1.500 euro. I lavoratori che non presenteranno la certificazione verranno considerati assenti ingiustificati e sarà sospeso loro lo stipendio e qualsiasi altro compenso o emolumento, ma conserveranno il posto di lavoro e non saranno sottoposti a conseguenze disciplinari.

Unica nota lieta delle decisioni assunte ieri dal governo riguarda il turismo. Si allentano le misure per i turisti o i lavoratori che arrivano in Italia e che non dovranno più fare il tampone se hanno il green pass. Aumentano anche i corridoi turistici, per cui dall’Italia si potrà andare anche a Cuba, Singapore, Polinesia, Turchia, Thailandia (isola di Phuket) per viaggi di piacere, senza dover patire limitazioni, quarantene e isolamenti. Tutto questo dovrebbe far ripartire almeno in parte il traffico aereo e rilanciare la ricettività delle strutture alberghiere.

Il sottosegretario alla salute, Pierpaolo Sileri ha dichiarato che il 31 marzo lo stato d’emergenza non sarà prorogato e che nelle prossime settimane abbandoneremo tante restrizioni che ci hanno reso la vita complicata e in maniera davvero discutibile. Si pensi al Festival di Sanremo, che nel Teatro Ariston si svolge con il massimo della capienza e quindi con la copertura di tutti i posti disponibili, mentre si continuano a penalizzare le squadre di calcio (e gli sponsor) che non possono ospitare più di una certa percentuale di tifosi nelle competizioni all’aperto negli stadi.

La contraddittorietà di tante misure ancora in vigore, unita all’ostinazione con cui vengono reiterate, fa marciare con il freno a mano tirato il Paese. Intanto altri nodi vengono al pettine e il lento superamento dei divieti sarà inesorabilmente accompagnato dall’esplosione di nuove emergenze.

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