a cura di Riccardo Cascioli
  • Animali a rischio di estinzione

Un festival per salvare gli asini africani

 

Gli asini in Africa rischiano l’estinzione sotto la pressione della richiesta del mercato cinese. Dalla pelle d’asino bollita i cinesi ricavano una gelatina chiamata “ejiao” molto pregiata. Sciolta nell’acqua la usano come cibo, bevanda e crema per il viso. Ritengono inoltre che abbia grandi proprietà terapeutiche e con essa confezionano medicine per curare la pressione alta, l’anemia, l’insonnia, il mal di testa, la tosse. Le attribuiscono inoltre proprietà afrodisiache. Il suo prezzo può arrivare a 388 dollari al chilogrammo. Le povere bestie vengono oltre tutto uccise brutalmente, persino a martellate, e addirittura per fare in fretta succede che vengano scuoiate vive. In Kenya dieci anni fa gli asini erano 1,8 milioni. Nel 2012 la vendita è stata legalizzata e ormai ne restano forse solo circa 600.000. Per questo il ministro dell’agricoltura Peter Munya nel febbraio del 2020 ha ordinato che i numerosi mattatoi del paese non possano più uccidere gli asini per commercializzarne pelli e carne, rispondendo alle proteste dei contadini e delle associazioni animaliste. Ma i proprietari di alcuni mattatoi hanno presentato ricorso in nome delle perdite subite e il 6 maggio un giudice, Richard Mwongo, ha dato loro ragione e ha sospeso il bando della vendita. Agricoltori e animalisti tuttavia non desistono. Proprio in questi giorni i proprietari di asini di una regione, quella del lago Magadi, hanno organizzato un festival per sostenerne e incoraggiarne la protezione. Il bando della vendita, dicono, è necessario perché gli asini non si estinguano e perché non vengano più rubati come è successo per anni. Tanto erano frequenti i furti che è stato necessario organizzare sistemi di monitoraggio e controllo. Sono stati addestrati dei vigilantes incaricati di seguire regolarmente gli spostamenti degli asini, segnalarne la scomparsa e denunciare i ladri.