Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Ruperto di Salisburgo a cura di Ermes Dovico
Cristiani Perseguitati
a cura di Anna Bono
Celebrazioni

Un convegno in ricordo del cardinale Van Thuan

Si è svolto a Roma nel 50° anniversario della stesura delle sue riflessioni scritte durante le prigionia ed è stato occasione per presentare una sua nuova biografia

 

Si è svolto a Roma il 25 marzo, presso il Palazzo Apostolico Lateranense, un convegno per ricordare il cardinale vietnamita Francesco Saverio Nguyen Van Thuan nel 50° anniversario della stesura di “Cammino della speranza”, il volume che contiene le sue riflessioni scritte negli anni di prigionia. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2002, è stata avviata la causa di beatificazione conclusasi nel 2013. Nel 2017 papa Francesco lo ha dichiarato venerabile. L’incontro romano è stato introdotto da un messaggio di papa Leone XIV in cui il cardinale è definito “intrepido discepolo del Vangelo e generoso pastore”. Il convegno, che è stato arricchito da musiche e letture, è stato l’occasione per presentare “Uomo di gioia e di speranza”, una nuova biografia del cardinale Van Thuan, edita in Italia da Città Nuova, scritta da Stefaan Lecleir, esperto di Chiesa in Asia, e da una delle sorelle del cardinale, Elisabeth Nguyen Thị Thu Hong presente all’incontro. Quest’ultima nel suo intervento ha ricordato come i messaggi di suo fratello dalla prigionia, in tutto 1001, fossero arrivati in Australia, copiati a mano dai boat people vietnamiti in fuga. Il cardinale era nato nel 1928 in Vietnam in una famiglia profondamente religiosa. Era entrato nel seminario minore del vicariato di Hue all’età di 12 anni. Nell’aprile del 1975 papa Paolo VI lo nominò arcivescovo titolare di Vadesi e arcivescovo coadiutore di Saigon (oggi Hó-Chi-Minh City). Dopo circa quattro mesi, il 15 agosto 1975, fu arrestato perché ritenuto politicamente pericoloso dal regime comunista. La prigionia, senza giudizio e senza sentenza, durò tredici anni, di cui nove in isolamento e in quattro in diversi campi di “rieducazione”. “Fedele a Dio, al Vangelo e alla Chiesa – si legge nella sua biografia – trasformò i suoi carcerieri in buoni amici e trasmise agli altri prigionieri rassegnati gaudium et spes, che sempre sgorgavano dalla profondità del suo cuore. Durante la prigionia riuscì a farsi mandare dai fedeli del vino in una bottiglietta su cui era attaccata un’etichetta con la scritta ‘Medicina contro il mal di stomaco’ e alcune ostie celate in una fiaccola contro l’umidità. Così celebrò la messa nel palmo della sua mano, con tre gocce di vino e una goccia d’acqua”.