Un bagno di folla per Leone XIV nella "San Pietro d'Africa"
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Centomila fedeli hanno seguito la Messa celebrata nella basilica dell'Immacolata Concezione da Prevost, che nel pomeriggio a Bata ha incontrato i detenuti e poi i giovani e le famiglie, esortando al «rispetto per la vita che nasce e che cresce». Oggi l'ultima celebrazione in Guinea Equatoriale e il ritorno a Roma.
Si concluderà oggi con la Messa nello stadio di Malabo il lungo viaggio apostolico di Leone XIV in Africa. Quattro Paesi visitati, undici giorni intensi cominciati con l'attacco arrivato dall'America da Donald Trump. Il penultimo giorno del Papa è iniziato a Mongomo dove si è concesso un bagno di folla prima della Messa celebrata nella basilica dell'Immacolata Concezione, detta anche la «san Pietro d'Africa». Tra la chiesa, il piazzale e le altre aree circostanti sono stati quantificati in 100 mila i fedeli presenti. Impressionato dalla partecipazione, Leone XIV ha voluto salutare la folla prima della celebrazione e benedetto la prima pietra della cattedrale della nuova capitale.
Nell'omelia è emerso ancora il cristocentrismo di Prevost: «l'Eucaristia racchiude davvero tutto il bene spirituale della Chiesa – ha detto – è Cristo nostra Pasqua che si dona a noi». È stata l'occasione per celebrare il 170esimo anniversario dell'evangelizzazione della Guinea. Il Papa ha lodato «i tanti missionari, missionarie, sacerdoti diocesani, catechisti e fedeli laici che hanno speso la loro vita al servizio del Vangelo». Un esempio indicato anche ai fedeli contemporanei che deve portare a tradurre la fede non solo nella liturgia ma anche nell'impegno personale nella vita. Con gioia e senza timore, ha detto il Papa presentando il modello di una «Chiesa che, proprio per questo, può essere perseguitata». Prevost ha detto che il futuro del Paese passa dall'«impegno condiviso per custodire la vita e la dignità di ogni persona».
Davanti al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, e al figlio e vicepresidente Teodorin ha anche chiesto più spazi di libertà e migliori condizioni igieniche per i carcerati. E proprio una prigione è stata la meta della sua prima tappa a Bata precedente ad un momento di preghiera davanti al monumento che commemora le vittime di un'esplosione avvenuta in una base militare locale il 7 marzo 2021 a causa del negligente controllo di un deposito di dinamite ed altre munizioni. Nel carcere, dopo aver ascoltato una testimonianza, il Pontefice si è rivolto ai detenuti in spagnolo ricordando loro che nessuno è escluso dall'amore di Dio.
L'ultimo appuntamento della giornata, dopo la visita in carcere, è stato l'incontro con i giovani e le famiglie nello stadio di Bata. Il Papa ha evidenziato l’importanza di custodire e tutelare la famiglia e i valori che trasmette. Inoltre, ha citato Francesco per ricordare che «la coppia del padre e della madre con tutta la loro storia d'amore, la coppia che ama e genera la vita è la vera ''scultura'' vivente». Ai presenti il Papa ha rivolto l’appello al «rispetto per la vita che nasce e che cresce, e sul senso di responsabilità verso i piccoli».
Al termine di questo evento, Prevost è ripartito verso Malabo. Da lì oggi ritornerà a Roma.
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