a cura di Riccardo Cascioli
  • Allarme Fao

Tornano le locuste in Africa orientale

 

Nel gennaio del 2020 l’Onu aveva chiesto un intervento internazionale urgente per far fronte all’invasione di locuste che stava distruggendo pascoli e raccolti in Africa orientale. A novembre del 2019 le Nazioni Unite avevano raccomandato invano ai paesi colpiti – via via, Eritrea, Somalia, Etiopia, Sudan, Kenya, Uganda – di prendere provvedimenti per evitare una crisi alimentare devastante. Nei mesi successivi gli sciami si erano moltiplicati raggiungendo dimensioni enormi: miliardi di animali che in volo hanno poi raggiunto l’Asia spingendosi fino ai confini tra Pakistan e Cina. A distanza di un anno la situazione si ripete. A fine novembre del 2020 l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) ha avvisato che miliardi di uova depositate in autunno si stavano schiudendo e che nuovi immensi sciami stavano per formarsi in Somalia, Etiopia e nord del Kenya. Adesso le locuste si stanno spingendo più a sud e minacciano le coste del Kenya e il vicino Tanzania. È la terza invasione di locuste in un anno nella regione. Il solo efficace di combattere i parassiti è irrorare per tempo i terreni con insetticidi, usando aerei e mezzi di terra. Ma secondo la Fao per farlo occorrono subito 38 milioni di dollari. Gli interventi, sebbene tardivi, messi in campo nel 2020 hanno consentito di salvare raccolti e evitare altre perdite per un valore di 1,2 miliardi di dollari. Solo se i governi disporranno dei mezzi necessari – ha spiegato Ezana Kassa, coordinatore Fao per le emergenze in Somalia – riusciranno a scongiurare gravi danni nel settore agropastorale. In Africa l’ultima invasione di cavallette di proporzioni quasi altrettanto vaste si è verificata nel Sahel nel 2012. Ci sono voluti due anni e più di 500 milioni di dollari per fermarla.