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La censura

Spagna, carcere per gli psicologi

In Spagna si va verso l'approvazione di una legge che metterà in galera chiunque aiuti, anche con il loro consenso, gay e trans ad uscire da queste loro condizioni.

Gender Watch 29_06_2026

Giovedì scorso il Congresso del Parlamento spagnolo ha approvato una proposta di legge che punisce le cosiddette terapie di conversione, ossia quell’aiuto psicologico a quelle persone omosessuali e transessuali che liberamente si rivolgono ad un professionista perché vogliono uscire da queste loro dolorose condizioni. Perché la proposta diventi legge occorre l’approvazione del Senato.

La legge punisce «con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da otto a ventiquattro mesi chiunque applichi o pratichi su una persona, anche con il suo consenso o quello del suo rappresentante legale, atti, metodi, programmi, tecniche o procedure di avversione o conversione». La persona gay o trans invece non subirà pena alcuna. Queste pratiche erano già sanzionate con una ammenda pecuniaria (fino a 150mila euro) a livello amministrativo.

Il testo di legge è così generico che potranno finire in carcere non solo professionisti ma anche genitori, sacerdoti, amici e conoscenti. Infatti potranno scattare le manette ogni volta che qualcuno tenti di mostrare la bellezza della condizione eterosessuale ad una persona omosessuale o che voglia difendere l'unità sessuale esistente tra corpo e mente o che desideri semplicemente aiutare omosessuali e transessuali ad abbandonare queste loro condizioni con il loro consenso.

Dunque viene sanzionata la libertà di cura e la libertà di farsi curare, la libertà di voler bene e di essere voluti bene. E poi dicono che il movimento arcobaleno è tollerante, amico della libertà e dell'amore.