Sono le suore cattoliche ad assistere i malati di lebbra in Vietnam
In oltre dieci lebbrosari si prendono cura di più di 6.000 tra ammalati e guariti, ma che presentano danni permanenti
Nella World Watch List 2025 dei 50 paesi in cui i cristiani sono più perseguitati, compilata dall’onlus Open Doors, il Vietnam si trovava al 44° posto. Non compare invece nella World Watch List 2026 perché alcuni miglioramenti nella situazione generale dei cristiani lo hanno fatto scendere di 11 posizioni e adesso è 55°. Essenzialmente questa variazione positiva è dovuta al fatto che nel periodo considerato nessun cristiano è stato ucciso in odium fidei, nessuna chiesa è stata attaccata e Open Doors ha registrato una riduzione del numero di violenze denunciate. Per contro, però, è aumentata leggermente la pressione sui cristiani in alcuni ambiti della vita. In particolare, spiega la onlus, le autorità locali negli altipiani centrali perseguitano i protestanti non tradizionali e le minoranze etniche cristiane. Inoltre il governo comunista non interviene contro gli episodi locali di persecuzione e tramite la Commissione per gli affari religiosi governativa continua a controllare tutte le chiese e le attività religiose registrate. Tuttavia i cristiani vietnamiti continuano a svolgere numerose opere di carità e a prestare importanti servizi assistenziali. Le suore cattoliche, ad esempio, si prendono cura della maggior parte degli ammalati di lebbra, una malattia la cui diffusione è diminuita negli ultimi anni – nel 2025 ne sono stati rilevati 38 casi – ma di cui ancora circa 6.000 persone soffrono o, pur essendone guarite, patiscono gli effetti. Le suore appartengono a diversi ordini religiosi tra cui le Amanti della Croce e le Francescane Missionari. I lebbrosari attivi, costruiti quasi tutti lo scorso secolo, sono più di dieci, situati in località remote e isolate per timore dei contagi e quindi privi di adeguati servizi di base. “La lebbra – ricorda l’agenzia di stampa AsiaNews che ha raccolto testimonianze e documentazione – non solo tormenta fisicamente i pazienti, ma lascia anche profonde cicatrici psicologiche. Oltre a sentirsi a disagio per il loro aspetto, le persone colpite da lebbra vengono emarginate e allontanate ovunque vadano. Alcuni anziani che hanno contratto la malattia in giovane età vivono nei lebbrosari da 50-60 anni perché non hanno una casa dove tornare”. Le suore assistono ammalati e reduci dalla malattia attente anche a confortarli e a restituire loro dignità e fiducia. “Qui non ho famiglia, ma le suore cattoliche e varie organizzazioni mi aiutano, quindi la vita è un po' più facile” racconta Joseph That, 78 anni, paziente del lebbrosario di Ben San nel villaggio di Long Binh, nella provincia di Binh Duong, nel Vietnam del Sud. Quando si è ammalato sua moglie lo ha lasciato. Porta delle protesi perché è stato necessario amputargli le gambe, le sue mani sono contratte a causa della lebbra e cammina zoppicando. Un ammalato di un altro lebbrosario, quello di Quy Hoa gestito dalle suore dell'Ordine delle Francescane Missionarie a Quy Nhon, ha raccontato: “le suore lottano per i nostri diritti, quindi tutti noi le rispettiamo e le consideriamo come membri della nostra famiglia”. Un altro vive nel villaggio dei lebbrosi dal 1960. Suo padre era membro del Partito Comunista e i suoi fratelli sono buddisti. Lui è diventato cattolico perché le suore si sono prese cura di lui come se fosse loro figlio. Seguendo l’esempio delle suore, è rimasto nel lebbrosario per tagliare i capelli ai pazienti anziani, visitarli e confortarli. Il servizio prestato dalle suore ai lebbrosi è molto apprezzato e ha meritato anche alti riconoscimenti. Suor Anna Nguyen Thi Xuan, nata nel 1957, che da quasi 40 anni si prende cura dei pazienti nel villaggio dei lebbrosi di Qua Cam, nella diocesi di Bac Ninh, nel Vietnam settentrionale, è stata insignita della Medaglia al Lavoro di Terza Classe dal Presidente del Vietnam ed è una delle 50 persone che hanno ricevuto un encomio dal Primo Ministro per i suoi risultati nel campo del welfare sociale.

