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ELEZIONI

Sinistra travolta dal malaffare, altro che superiorità morale

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Lo scandalo sulle cooperative dei migranti che colpisce la moglie di Aboubakar Soumahoro scoppia mentre in due comuni della Puglia si scopre che il PD comprava i voti. Superiorità morale della sinistra?

Politica 06_04_2024
Manifestazione della Lega contro Soumahoro

Da una parte la vicenda della moglie e della suocera di Aboubakar Soumahoro, finite agli arresti domiciliari; dall’altra lo scandalo della compravendita di voti nel Pd pugliese. La sinistra è letteralmente travolta dal malaffare e il mito della sua presunta superiorità morale sembra dissolversi definitivamente. Neppure i suoi elettori più affezionati e convinti provano ora a difenderla, visto che i particolari che stanno emergendo delineano uno scenario inquietante in materia di rapporti tra affari e politica, che cozza in maniera stridente con quanto la sinistra ha sempre predicato per anni: la giustizia sociale, la tutela dei lavoratori e, soprattutto, l’onestà dei comportamenti e il rispetto della legalità.

Si tratta di notizie sconvolgenti, che ricordano i giorni più tetri di Tangentopoli, eppure i mezzi d’informazione vicini a quella parte politica (si pensi ad esempio a Repubblica e alla Stampa) continuano a minimizzare e a dare una visibilità estremamente ridotta a questi scandali che investono la sinistra e che evidenziano la sfacciataggine e la disinvoltura dei suoi rappresentanti.

Partiamo dalla moglie e dalla suocera di Aboubakar Soumahoro, che sono finite agli arresti domiciliari. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari di Latina, Giulia Paolini che ha impresso una svolta alle indagini relative alle cooperative Karibu e Consorzio Aid, nell’ambito delle quali le due donne sono indagate insieme ad altri due individui. Le accuse spaziano dalla frode nelle pubbliche forniture alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e all'autoriciclaggio. Si evidenzia cioè una complessa rete di attività illecite. Si tratta di una bruttissima storia, resa ancora più grave dal fatto che le due donne coinvolte sono legate a Soumahoro, figura politica che ha sempre ostentato il suo impegno per la tutela dei diritti dei migranti e dei lavoratori agricoli.

La questione ha assunto una dimensione politica quando è emerso che le indagini erano state avviate in seguito a segnalazioni da parte del sindacato UILTuCS, in merito alle condizioni di vita precarie e ai pagamenti irregolari o mancanti per i braccianti impiegati in quelle cooperative. Le indagini hanno rivelato una serie di illeciti tra cui truffa aggravata, false fatturazioni e malversazione di fondi pubblici. Le due donne avrebbero utilizzato in modo improprio e illecito carte prepagate della cooperativa Karibu per acquisti personali in esercizi vari come ristoranti, gioiellerie, centri estetici, negozi di abbigliamento e di cosmetica.

In parallelo agli arresti domiciliari, è stato eseguito un sequestro di quasi due milioni di euro, fondi che avrebbero dovuto essere destinati alle strutture di accoglienza per migranti. Questo denota un'evidente deviazione dei fondi pubblici dai loro fini previsti, con conseguente danno per le persone che avrebbero dovuto beneficiarne.

Altrettanto surriscaldato è il fronte politico-giudiziario pugliese. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha annunciato che il suo partito non parteciperà più alle primarie per scegliere il candidato della coalizione di centrosinistra alle elezioni comunali di Bari dei prossimi 8 e 9 giugno.

Parlando con i giornalisti prima di un comizio, Conte ha dichiarato che al momento «per il Movimento 5 Stelle non ci sono le condizioni per svolgere serenamente le primarie». Questo riferimento è legato a una nuova inchiesta aperta dalla procura di Bari, la quale ha portato alle dimissioni dell’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Anita Maurodinoia del Partito Democratico, accusata di voto di scambio. Maurodinoia è agli arresti domiciliari, insieme a Sandro Cataldo, suo marito e referente del movimento politico "Sud al Centro", e ad Antonio Donatelli, sindaco del comune di Triggiano in provincia di Bari.

Le persone coinvolte nell'inchiesta sono accusate di aver creato un sistema per la compravendita di voti in diverse occasioni, tra cui le elezioni regionali della Puglia nel 2020, le comunali di Grumo Appula (Bari) del 2020 e le comunali di Triggiano del 2021. La sezione pugliese del PD ha fatto sapere che Maurodinoia si è dimessa anche dai suoi incarichi all’interno del partito.

Secondo la procura di Bari, i voti sarebbero stati acquistati a 50 euro l’uno. Tra gli indizi raccolti ci sono alcuni fogli con i nomi e le generalità degli elettori a cui sarebbe stato corrisposto il compenso. Oltre al denaro, sarebbero stati promessi anche posti di lavoro e altre ricompense.

L’inchiesta sul voto di scambio che coinvolge Maurodinoia si aggiunge ad altre due indagini giudiziarie in corso a Bari, discusse ampiamente nelle ultime settimane. La prima riguarda le attività di alcuni clan mafiosi della città, che ha portato all’arresto di un centinaio di persone accusate di associazione mafiosa, di voto di scambio o di aver favorito le attività dei gruppi criminali. La seconda indagine è relativa alle infiltrazioni mafiose nella Amtab, la società dei trasporti interamente controllata dal comune, la quale dallo scorso 22 febbraio è stata posta sotto amministrazione giudiziaria.

Un panorama davvero inquietante che svela le trame oscure tra ampi settori della sinistra e la malavita organizzata. Bene ha fatto il Ministro dell’Interno Piantedosi ad accendere i riflettori fin da subito sulla questione. Ora va fatta piena luce e i responsabili devono pagare. Ma l’impressione è che la sinistra pagherà a caro prezzo nelle urne questi gravissimi atti di disonestà nei confronti del suo elettorato. Conte e i 5 Stelle furbescamente prendono le distanze dalle inchieste pugliesi, ma intanto rimangono nella giunta regionale guidata da Michele Emiliano: un atteggiamento davvero ipocrita. Certo è che questa nuova tempesta giudiziaria sembra aver inferto un duro colpo al cosiddetto campo largo.