• LE PROTESTE

Scozia: legge sulla blasfemia impone il dogma Lgbt

Il governo ha introdotto nel testo di legge sulla blasfemia una pena detentiva massima di 7 anni per chiunque fomenti l’odio. La norma è così ambigua ed eccessiva che è riuscita a unire oppositori distanti tra loro: si va dalla Chiesa cattolica, alle femministe, fino alla National Secular Society (massoni). Ma il potere della lobby Lgbt tiene in mano l'esecutivo.

La Scozia per proteggere i dogmi transgender minaccia la libertà di tutti, genitori e chiese comprese. Tutti protestano ma il Governo nega i pericoli liberticidi della legge ed in Parlamento si rifiuta di definire la diversità sessuale come quella di maschi e femmine. Una legge che voleva abolire la blasfemia contro Dio, ora impone reati contro chiunque dissenta dal nuovo dogma Transessuale.

La proposta di legge del governo scozzese "Hate Crime and Public Order Bill" (Legge contro i crimini di odio e l’ordine pubblico), introdotta per la prima volta nell'aprile 2020, è così eccessiva che è riuscita a ispirare ed unire moltissimi oppositori, distanti tra loro anni luce, nel movimento "Free to Disagree", dalla Chiesa cattolica alla National Secular Society (massoni). Il governo guidato dal Partito Nazionale Scozzese (SNP) ha introdotto nel testo una pena detentiva massima di sette anni per chiunque fomenti l’odio in un disegno di legge che all’origine voleva solo abolire la blasfemia.

Il testo attuale avrebbe un effetto devastante sulla libertà di parola e di espressione, poiché, come ha spiegato la Federazione di polizia scozzese, costringerebbe gli agenti a "controllare ciò che la gente pensa o sente", in pubblico, online, o anche nelle cene private. La protesta è totale. Dal luglio scorso i vescovi cattolici scozzesi denunciavano i pericoli insiti nella proposta di legge, dopo le proteste delle associazioni di genitori, chiedendo di abrogare la parte liberticida del testo che mette in serio pericolo la libertà religiosa e di parola. La stessa BBC da mesi si è unita a giudici, giornali e a diversi personaggi pubblici nel sollevare preoccupazioni sulla proposta di legge sui crimini d'odio e nei mesi scorsi, per la prima volta nella storia del Parlamento scozzese, più di 2.000 osservazioni critiche sul testo sono state inviate ai parlamentari.

La Scottish Newspaper Society la definisce ”una seria minaccia alla libertà di espressione”; la Sheriffs' Association, che rappresenta i giudici scozzesi, ritiene che il testo non contenga una definizione precisa di ciò che equivale a un comportamento o atto materiale offensivo e quindi che sia pericoloso. Le Associazioni femministe scozzesi denunciano che le nuove norme potrebbero silenziare ed addirittura bandire lo stesso movimenta femminista in quanto tale. Il Segretario alla Giustizia Humza Yousaf che, nello scorso dicembre aveva assicurato “ascolto e disponibilità a modifiche”, dall’inizio della discussione sugli emendamenti del 2 febbraio scorso sta dimostrando chiusura e imbarazzo.

Al centro della discussione c’è la eccessiva tutela, meglio l’attribuzione di privilegi della comunità ed ideologia transgender, tra i quali l’auto identificazione sessuale di qualunque persona e senza alcun parere medico. Insieme al Segretario alla Giustizia Humza Yousaf, la potente organizzazione per i diritti transessuali Stonewall Scotland vigila e sinora è riuscita ad imporre la propria volontà. Cosa potrebbe accadere se il testo non fosse modificato, il sito web “Free to Disagree” ne elenca alcuni: «Un imam pubblica un video online dicendo alle persone che andranno all'inferno a meno che non si convertano all'Islam; Un cristiano che mostra un cartello che dice "Pentiti e confida in Gesù" durante la sfilata del Gay Pride; Un commentatore conservatore scrive un articolo sostenendo che insistere sui pronomi preferiti è fascista e invita "la gente a smettere di inchinarsi agli estremisti trans"».

Gli esempi sull’impatto liberticida della nuova legge nella vita di tutti i giorni sono molteplici e riguardano tutti. Tutti, infatti, potrebbero esser colpiti da sanzioni e duramente puniti penalmente e già nei giorni scorsi alcune scuole scozzesi hanno denunciato alla polizia alcuni genitori di alunni, perché non “sostenevano adeguatamente” le possibili opzioni transgender dei figli.

La battaglia per libertà è tutt’altro che finita, infatti qualche giorno fa un'alleanza senza precedenti nella storia scozzese di leader evangelici e cattolici ha inviato una lettera al Governo scozzese chiedendo di eliminare tutte quelle norme (parte 2 del testo) che potrebbero criminalizzare qualsiasi critica all'ideologia transgender. Nella lettera si dice tra l’altro che: "Un diritto di affermare che il sesso binario non esiste o è fluido deve essere accompagnato da un diritto di non essere d'accordo con questa opinione e da una protezione dall'essere perseguiti per averla…si rischia di far passare una legislazione inadeguata e mal concepita….Finora non è stata suggerita nessuna soluzione praticabile ai problemi di libertà di espressione”, inclusa nessuna tutela alla libertà di religione.

Tutto è in pericolo in Scozia, anche l’evidenza biologica, tant’è che il 16 Febbraio 2021 il Segretario di Giustizia ha voluto evitare di rispondere, durante un’intensa seduta parlamentare, alle domande dei partiti di opposizione che chiedevano se per il Governo esistessero i sessi (generi) maschili e femminili o ne esistessero ben più numerosi, limitandosi a ripetere che l’esecutivo vuole essere più inclusivo. La nuova religione che si vuole stabilire in Scozia è una Chiesa dell'Uguaglianza, della Diversità e dell'Inclusione Transgender, indistinguibile dal governo che è diventato il braccio esecutivo del nuovo dogma liberticida. L’ironia vuole che l’originale proposta di legge oggi in discussione e che voleva abolire il reato di blasfemia contro il Dio cristiano, ora invece istituisca nuovi reati per chiunque critichi, rifiuti e non onori il nuovo dogma Transgender del XXI secolo.