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Scontro tra Polonia e Regno Unito per la sorte di RS

RS, il cittadino polacco "ostaggio" di un ospedale inglese, ha ricevuto lo status diplomatico da Varsavia, per poterne facilitare la liberazione dall'ospedale, ma lo stallo nel negoziato tra i due governi impedisce ancora il suo rientro in Polonia. 
- DOSSIER: IL CASO RS

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L'ospedale di Plymouth dove è ricoverato RS

RS, il cittadino polacco al centro di una complicata battaglia legale di fine vita, ha ottenuto lo status diplomatico dal suo governo ma è bloccato in Inghilterra perché i governi polacco e britannico stanno discutendo sul suo status e sul suo trasferimento. Funzionari di entrambe le parti stanno lavorando 24 ore su 24 per risolvere la questione che appare più politica che diplomatica.

Nel frattempo, secondo fonti polacche, è stata rifiutata la richiesta del ministro della Sanità polacco Adam Niedzielski al suo omologo britannico Matt Hancock di mettere a disposizione di RS una maggiore idratazione. Da ormai dieci giorni infatti RS è senza alimentazione e adeguata idratazione. Non è chiaro perché la richiesta sia stata respinta né quale sia la causa del blocco per il suo rimpatrio in Polonia. Fonti non ufficiali attribuiscono la colpa del ritardo in gran parte al governo del Regno Unito, ma rivelano anche che il governo polacco è diviso all'interno, tra coloro che sono disposti ad andare fino in fondo per salvare la vita di RS e quelli che invece temono le conseguenze politiche e diplomatiche di uno scontro frontale con Londra. Entrambi i governi sono ora sotto notevole pressione per superare le loro divergenze, tenendo anche conto che negoziati prolungati significherebbero la morte di RS. Nel frattempo, Il Soccorso Medico Aereo Polacco è pronto all’evenienza  per trasferire RS in Polonia per cure mediche urgenti.

L’eventuale accordo diplomatico tra i due paesi, che potrebbe richiedere di passare ancora dal tribunale, deve mettere insieme diverse esigenze, a volte anche contrastanti l’una con l’altra: sia il governo polacco che quello britannico preferiscono evitare un grave incidente diplomatico; deve essere superata la resistenza sia del tribunale britannico che ha stabilito che la morte fosse nel "migliore interesse di RS", sia del Plymouth University Hospital NHS Trust, che ha portato il caso in tribunale; va soprattutto risolta la divisione familiare sul caso che ha contrapposto la moglie e i figli di RS che concordano che la morte sia nel suo “migliore interesse” alla famiglia di nascita di RS che sta combattendo per salvargli la vita; c’è infine RS, il cui stato medico è ora molto precario da considerare.

Il controverso caso ha messo il presidente Andrzej Duda e il suo governo pro-vita sotto notevole pressione per agire rapidamente e con decisione per liberare il cittadino polacco intrappolato in un ospedale inglese. I media polacchi, che hanno totalmente ignorato l'ordine del giudice Cohen di nascondere i nomi e i volti delle persone coinvolte nel caso, hanno pubblicato il filmato del loro connazionale disabile che piange in ospedale il giorno di Natale e le foto di famiglia. La rivelazione di quanto sta accadendo in Inghilterra ha provocato una forte indignazione tra i cittadini polacchi e sta attirando l’attenzione in tutto il mondo. La storia, che si è rapidamente diffusa e ha fatto notizia a livello internazionale, è invece praticamente ignorata nel Regno Unito, dove le restrizioni alla divulgazione di informazioni imposte dal giudice Cohen hanno avuto molto più successo nel controllare la copertura dei media.

Solo pochi giorni fa, anche la Chiesa polacca ha deciso di gettarsi nella mischia. Il presidente della Conferenza episcopale polacca, monsignor Stanislaw Gadecki, ha scritto una lettera al suo omologo britannico, il cardinale Vincent Nichols, chiedendo il suo sostegno e il suo intervento per salvare la vita di RS. E due vescovi inglesi hanno scritto al governo britannico a nome del cardinale Nichols esprimendo il sostegno alla posizione del vescovo polacco.

Nel frattempo, l'attenzione in Polonia si è concentrata recentemente sulla moglie di RS, la cui complicità con i medici e i giudici britannici viene ritenuta il fattore determinante nella sentenza del 15 dicembre, per porre fine alla vita di RS. Se potesse essere persuasa a cambiare idea, il caso si rovescerebbe a favore di RS e libererebbe la strada per il suo rimpatrio. Numerosi professionisti e persone hanno cercato di contattarla direttamente e i media polacchi continuano a pubblicare storie e testimonianze di pazienti cerebrolesi che si sono ripresi completamente, sono andati all'università, si sono sposati e hanno avuto famiglie o che vivono una vita "significativa" nonostante la loro disabilità.

Il fatto è che RS, secondo l'opinione di diversi medici qualificati, aveva tutti i presupposti per effettuare almeno una guarigione parziale. In ogni caso se le leggi del Regno Unito gli negano questa possibilità e permettono che sia posta fine alla sua vita, in Polonia sarebbe legalmente protetto e curato dal punto di vista medico fino alla sua morte naturale.

Negli ultimi giorni, su richiesta della sorella di RS che vive in Inghilterra, cattolica devota, si sono moltiplicate messe e preghiere per le intenzioni di RS in tutto il mondo. Inoltre, il sito canadese LifeSiteNews ha avviato una raccolta fondi per fornire sostegno finanziario al Christian Legal Center che sta combattendo il caso nelle corti britanniche. La madre di RS ha già speso tutti i suoi risparmi in spese legali nel tentativo di proteggere la vita di suo figlio. E trova impossibile capire perché i tribunali britannici e i medici siano così determinati a causare la morte di suo figlio. "Voglio riportare mio figlio in Polonia e prendermi cura di lui", dice. "A chi può far male questo?"

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