Chiuso un concistoro se ne fa un altro, appuntamento a giugno
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Si è conclusa la due giorni del Papa con i porporati, centrata in buona parte sulla sinodalità anche quanto al metodo di lavoro. Leone XIV ha ripristinato la funzione consultiva del sacro collegio tanto da convocarlo nuovamente per la vigilia dei santi Pietro e Paolo.
Un tempo brevissimo, ma molto importante. Le parole pronunciate a braccio dal Papa alla fine della prima sessione descrivono bene il concistoro straordinario che si è concluso ieri. Dei quattro temi di partenza alla fine la maggioranza dei ventuno gruppi di lavoro ha scelto di affrontare «Sinodo e sinodalità, come espressione del cercare come essere una Chiesa missionaria nel mondo di oggi, ed Evangelii Gaudium, annunciare il kerygma, il Vangelo con Cristo al centro». Fuori la liturgia e anche la riforma della Curia. Leone XIV ha recepito anche l'osservazione tra i tavoli di «non separare un tema dall’altro».
Dopo il lungo Sinodo sulla sinodalità, buona parte dei cardinali ha preferito che si continuasse a parlare di questo tema. I temi "esclusi", però, difficilmente spariranno dal radar del governo di Leone XIV dal momento che è stato lui stesso a scegliere di inserirli nella convocazione della vigilia. Non a caso, li ha ricordati anche nell'intervento conclusivo.
Questo concistoro straordinario sembra confermare l'intenzione di Prevost di caratterizzare il suo pontificato, senza provocare traumi tra i "nostalgici" del precedente. Da un lato, infatti, ha ripristinato la funzione consultiva di tutto il sacro collegio che Francesco aveva deciso di bocciare dopo lo scontro nel 2014 sulla famiglia, dall'altro però lo ha fatto utilizzando una modalità di lavoro molto «sinodale», persino nell'estetica con la scelta degli ormai famosi tavoli dell'Aula Nuova del Sinodo.
Il Concistoro straordinario, in ogni caso, è destinato a diventare un metodo di governo di Prevost visto che ha deciso di convocarne un altro per il 27 e il 28 giugno. Dopo gli anni dello stop bergogliano, la riunione dei cardinali tornerà addirittura con una cadenza annuale: si pensa infatti a tre-quattro giorni ogni anno. Anche il direttore della Sala Stampa Matteo Bruni ha più volte sottolineato ieri sera in conferenza come questo sia «un elemento di novità».
Nel suo intervento conclusivo in aula, il Papa ha detto che questi due giorni sono in continuità con quelli precedenti e successivi al conclave, ma anche con il Concilio Vaticano II. Leone XIV deve essere stato informato delle perplessità che ha provocato la decisione di dividere i cardinali in venti gruppi di lavoro, permettendo solo a nove di loro (formati da nunzi e vescovi in carica) di relazionare davanti a tutti, limitando le relazioni degli altri undici gruppi (formati da cardinali non elettori e da quelli residenti a Roma) all'invio via mail. Nel suo intervento, infatti, il Pontefice ci ha tenuto a precisare che «la metodologia è stata scelta per aiutare ad incontrare e conoscersi meglio».
Le due sessioni di ieri, moderate rispettivamente dal cardinale José Tolentino de Mendonça e dal cardinale Luis Antonio Tagle, hanno affrontato i due temi scelti mercoledì dalla maggioranza del sacro collegio. In mattinata si è parlato di sinodalità con la riflessione iniziale del cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi. Dopo il lavoro nei piccoli gruppi e le relazioni dei nove, ci sono stati dieci interventi liberi della durata di tre minuti l'uno. Tra i temi sollevati anche il rapporto tra sinodalità e liturgia e il coinvolgimento dei laici.
Nell'ultima sessione, Tagle ha dato la parola al cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, per una riflessione sulla Evangelii gaudium. "Tucho" ha citato Benedetto XVI ed ha anche detto che il testo dell'esortazione apostolica non è scaduta con la fine del precedente pontificato. Il prefetto argentino ha però parlato anche di "cambiamenti" rispetto al pontificato bergogliano. Negli interventi liberi è stata menzionata la situazione dei Paesi in cui i cristiani sono la minoranza e in cui non è facile evangelizzare. Qualcuno ha espresso la necessità di tenere insieme dottrina e pastorale.
In tutte e due le sessioni è stato citato l'appuntamento del 2028 con l'assemblea ecclesiale che ha prolungato il Sinodo nei giorni della malattia di Francesco. Anche il Papa nel suo intervento conclusivo ha detto che questi due giorni troveranno una continuazione nel 2028. Oltre a questo, ci ha tenuto a ringraziare i cardinali più anziani che sono arrivati a Roma da altre parti del mondo, lodando la loro «testimonianza davvero preziosa».
Nel resoconto fatto ieri sera da Bruni e anche nelle dichiarazioni dei cardinali Stephen Brislin, Luis José Rueda Aparicio e Pablo Virgilio David scelti come relatori al briefing, sembra che "sinodalità" sia stata la parola chiave di questa ultima giornata di lavori e in termini prevalentemente positivi. Il Papa ha chiesto la massima riservatezza ai suoi confratelli sui lavori nei gruppi, ma nelle prossime ore è probabile che si saprà di più. Anche su eventuali voci fuori dal coro su Sinodo e sinodalità.
Tra gli elementi più interessanti che sono emersi nel resoconto ufficiale c'è il pensiero del Papa per i cardinali che «non sono potuti venire» e tra di loro c'è il cardinale venezuelano Baltazar Porras a cui il regime madurista ha ritirato il passaporto.
Il concistoro di Leone XIV parte all'insegna della delusione
Suscita perplessità la decisione di affidare la meditazione di apertura al controverso cardinale Radcliffe, così come i tempi ristretti e l'organizzazione dei gruppi di lavoro. Oggi la Messa in San Pietro e l'intervento conclusivo di Leone XIV.
Primo concistoro di Leone XIV, perplessità per i gruppi di lavoro
Oggi e domani la riunione del sacro collegio, chiesta già nelle congregazioni pre-conclave.Sinodo-sinodalità e liturgia all'ordine del giorno, ma resta il metodo bergogliano dei gruppi di lavoro.
Concistoro straordinario, il sacro collegio torna a riunirsi
Ad anticiparlo è il National Catholic Register: Leone XIV ha intenzione di incontrare tutti i cardinali a gennaio. Rare occasioni dopo il precedente del 2014 dominato dalla "proposta Kasper", e un'esigenza emersa nell'affollato pre-conclave dove troppi porporati si conoscevano troppo poco.


