a cura di Anna Bono
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Scelgono l’Africa i libanesi in fuga dalla crisi economica

“Ogni volta che un cittadino libanese emigra, perdiamo una nuova battaglia”. Sono parole pronunciate dal cardinale Béchara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei maroniti, durante l’omelia della celebrazione eucaristica da lui presieduta il 29 agosto a Diman, nella chiesa della residenza patriarcale estiva. Il Patriarca ha quindi ricordato che il Libano ha bisogno di riconciliazione e convivenza tra le componenti del paese e ha denunciato le “diverse consorterie politiche” che, invece di impegnarsi per il bene comune, “si preoccupano di banali questioni di quote e conti, quando il popolo è abbandonato in preda alla fame, alla povertà, all’umiliazione che alimentano l’esodo di giovani e di tanti libanesi professionalmente qualificati, medici, professori, insegnanti, imprenditori”. Riportando le parole del patriarca, l’agenzia Fides ricorda che “il Libano è senza governo da più di un anno, alle prese con una paralisi economica e sociale plasticamente attestata dalle farmacie chiuse, dai banchi vuoti dei negozi alimentari e dalle inutili file davanti ai distributori di carburanti rimasti a secco”. L’effetto più devastante della crisi – ha proseguito il Patriarca – coincide con l’esodo di libanesi di tutte le comunità etniche e religiose, soprattutto giovani, verso altri Paesi. Una emorragia che dissangua la nazione e toglie energie a ogni potenziale slancio di ripartenza”. Il tasso di emigrazione in Libano nel periodo 2015-2020 è stato di 9,5 persone ogni mille abitanti. Moltissimi libanesi decidendo di lasciare il paese scelgono di emigrare in Africa occidentale e, in misura minore, in altri stati africani. In Africa occidentale si stima che siano più di 250.000, residenti soprattutto in Ghana e Costa d’Avorio, ma anche in Togo, Senegal, Mali, Guinea Conakry e Benin.