Il concistoro di Leone XIV parte all'insegna della delusione
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Suscita perplessità la decisione di affidare la meditazione di apertura al controverso cardinale Radcliffe, così come i tempi ristretti e l'organizzazione dei gruppi di lavoro. Oggi la Messa in San Pietro e l'intervento conclusivo di Leone XIV.
Non comincia nel migliore dei modi questo primo concistoro straordinario di Leone XIV. Se già prima di entrare era stata sollevata qualche polemica sulla scelta dei gruppi di lavoro e sul tempo ristretto per gli interventi liberi, all'interno dell'Aula nuova del Sinodo le cose non sono andate meglio.
A lasciare sorpresi diversi cardinali è stata innanzitutto la decisione di affidare al controverso domenicano Timothy Radcliffe la meditazione d'apertura. Il cardinale britannico, pur sapendo evidentemente in anticipo di avere questa responsabilità, ha concesso un'intervista alla vigilia al The Daily Telegraph ripetendo il suo sostegno al diaconato femminile e affermando che «nessuno può semplicemente dire "sono una donna"». In occasione delle congregazioni generali il suo nome era già stato fatto per la meditazione in apertura del conclave, ma non tutti i cardinali erano d'accordo e alla fine gli fu preferito Raniero Cantalamessa in quanto non elettore.
Ma a far discutere è l'organizzazione in generale. E c'è chi tra i cardinali si chiede se le competenze dell'ufficio del decano non siano state esercitate in questo caso dalla Segreteria di Stato. Il Papa ieri nel suo intervento ha comunicato che dei 21 gruppi costituiti soltanto i 9 provenienti dalla Chiese locali potranno riferire. Prevost ha citato le «due assemblee del Sinodo dei Vescovi del 2023 e del 2024» per lodarne «la dinamica sinodale». Il suo intento di comunione è invece emerso nell'accostamento di Paolo VI e Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e Francesco. Il Papa ha presentato questo concistoro straordinario come una sorta di continuazione del cammino già intrapreso nei giorni del conclave.
Un'altra delusione per diversi cardinali, però, è arrivata quando Leone ha spiegato che non tutti i quattro temi della vigilia (Evangelii gaudium, Praedicate Evangelium, Sinodo e sinodalità e liturgia) verranno affrontati in maniera specifica. I tempi ristretti sacrificheranno una discussione più approfondita sulla liturgia. «Guardando al cammino dei prossimi uno o due anni, quali attenzioni e priorità potrebbero orientare l’azione del Santo Padre e della Curia sulla questione?», questa è la domanda-guida scelta per le due sessioni di oggi. Leone XIV ha detto che da questo concistoro non deve scaturire per forza un testo, ma lo pensa piuttosto in termini di conversazione che vada in suo aiuto nel servizio alla Chiesa universale. «L’unità attrae, la divisione disperde», ha detto il Papa in una sorta di frase-manifesto.
Ad ascoltarlo in prima fila anche il cardinale 93enne Joseph Zen, arrivato a sorpresa a Roma e che ha avuto la possibilità di essere ricevuto in mattinata dal Papa in udienza privata. Oggi la giornata inizierà con la Messa in San Pietro all'altare della Cattedra, poi la seconda sessione che si concluderà con il pranzo insieme al Papa nell'atrio dell'aula Paolo VI. La terza ed ultima sessione avrà inizio nel primo pomeriggio e vedrà l'intervento conclusivo di Leone XIV. Molti cardinali hanno già pronti i biglietti di ritorno per domani mattina.
Primo concistoro di Leone XIV, perplessità per i gruppi di lavoro
Oggi e domani la riunione del sacro collegio, chiesta già nelle congregazioni pre-conclave.Sinodo-sinodalità e liturgia all'ordine del giorno, ma resta il metodo bergogliano dei gruppi di lavoro.
Concistoro straordinario, il sacro collegio torna a riunirsi
Ad anticiparlo è il National Catholic Register: Leone XIV ha intenzione di incontrare tutti i cardinali a gennaio. Rare occasioni dopo il precedente del 2014 dominato dalla "proposta Kasper", e un'esigenza emersa nell'affollato pre-conclave dove troppi porporati si conoscevano troppo poco.


