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Sarraj al contrattacco a Tripoli, vince grazie ai turchi

Mentre l’Europa è distratta dall’epidemia, in Libia le truppe fedeli al Governo di Accordo Nazionale di al Sarraj hanno sferrato una controffensiva attorno a Tripoli. Hanno avuto successo a Ovest, arrivando fin quasi al confine tunisino. Sono state respinte a Est. Determinante l'intervento dei turchi. Noi aspettiamoci nuovi arrivi di barconi. 

Libia, situazione al 14 aprile 2020 (in verde Gna, in rosso Lna)

Mentre l’Europa è distratta dall’emergenza Coronavirus in Libia si registrano importanti sviluppi militari che hanno visto le forze fedeli al Governo di accordo nazionale libico (Gna), con l’impiego di milizie siriane e ufficiali turchi, riconquistare tutta la fascia costiera ad ovest di Tripoli, fino al confine di Ras Agedir con la Tunisia.

Un’area perduta progressivamente nell’ultimo anno sotto l’incalzare dell’offensiva dell’Esercito Nazionale Libico (Lna) del generale Khalifa Haftar. Il successo è stato ottenuto grazie a un’offensiva lampo guidata da ufficiali turchi e con l’impiego di mercenari siriani turcomanni, parte di quei 5mila combattenti inviati da Ankara a Tripoli per puntellare le difese del Gna. Il supporto offerto dai droni e dall’artiglieria turca sembra essere stato decisivo nel conseguire una tale vittoria in appena 36 ore. Sono almeno 8 i grandi centri abitati riconquistati dal Gna lungo la costa della Tripolitania Occidentale conquistati dalle forze filo-governative a Ovest di Tripoli: Sabratha, Surman, el-Agelat, Ragdelin, Zelten, Aljmaile, al-Assah e Ras Agedir. Una vittoria determinata anche dal tracollo delle forze di Haftar dopo che il 13 aprile droni turchi hanno colpito il quartier generale nemico a Sabratha.

"Le nostre forze hanno ripreso il controllo da ieri a oggi delle città costiere le nostre eroiche forze si sono impossessate di 2 blindati emiratini, di rampe di lancio per missili Grad, di 10 carri armati e veicoli armati" oltre a grandi quantità di munizioni, razzi, missili anticarro e proiettili di mortaio, ha detto il portavoce dell'operazione "Vulcano di Rabbia", colonnello Mohammed Qanunu mentre il generale Omar Abdel Jalil, che guida le forze di Haftar nel settore occidentale, e fino a pochi giorni or sono sembrava sul punto di entrare a Tripoli, ha ammesso la sconfitta. "Abbiamo subito pesanti perdite e tra i nostri militari uccisi c'è anche il colonnello Mohammed al Marghani il quale è stato colpito da un drone mentre si stava ritirando. Al momento dobbiamo riorganizzarci, ma per farlo abbiamo bisogno di una valida difesa aerea per respingere gli attacchi dei droni". Le forze di Haftar si sarebbero ritirate nella base aerea di al-Watiya, una sessantina di chilometri a Sudovest di Sabratha già attaccata senza successo nelle scorse settimane dal Gna. 

Il successo del Gna su questo fronte potrebbe avere ripercussioni anche per l’Italia. Sabratha e l’intera costa ovest della Tripolitania sono state a lungo il covo delle bande di trafficanti che mandavano barconi e gommoni carichi di immigrati clandestini in Italia. Flussi interrottisi da queste coste con l’arrivo delle truppe di Haftar, ma che potrebbero presto riprendere ora che le forze di Tripoli (e i turchi) hanno ripreso il controllo del territorio. Sconfitte a Ovest, le forze dell’Lna hanno invece respinto l’offensiva delle milizie di Misurata, alleate del Gna, a Est, nel settore caldo di Abu Grein, tra Misurata e Sirte, conquistata in gennaio dalle forze di Haftar. Il 13 aprile almeno 83 miliziani misuratini sarebbero stati uccisi e 102 feriti nel fallito attacco ad Abu Grein secondo quanto riferito dal comando dell’Operazione Karama (Dignità) lanciata dall’Lna per conquistare la Tripolitania. Anche in questo caso si tratta di dati difficili da verificare mentre l’Lna ammette di aver perduto un elicottero da attacco Mi-35, con tre uomini di equipaggio, a causa di un incidente mentre forniva appoggio di fuoco alle truppe a terra.

La sanguinosa sconfitta del Gna ad Abu Grein è stata confermata anche dalla Presidenza del Consiglio guidata da Fayez al- Sarraj. Un comunicato ufficiale ha ammesso che ad Abu Grein le "nostre forze armate hanno compiuto un mitico atto di eroismo nel quale hanno impartito all'aggressore una lezione di patriottismo e di sacrificio". Il testo non fornisce numeri di caduti e feriti ma comunica "le nostre condoglianze alle famiglie dei martiri, alle loro madri, alle loro spose e ai loro bambini".

Caldi anche gli altri due fronti che vedono contrapporsi Lna e Gna. Intorno a Tripoli, dove potrebbe scatenarsi la prossima grande controffensiva del Gna tesa ad allontanare il nemico dalla capitale, si combatte dal 9 aprile intorno ad al-Azizia e Tarhouna dove i turchi avrebbero perso due droni respingendo gli attacchi dell’Lna e dove i caccia del Gna hanno distrutto il 9 aprile parte di un convoglio militare nemico. Il contrattacco del Gna in questo settore avrebbe lo scopo di alleggerire anche la pressione nemica si Garabulli, dove l’Lna punta a raggiungere la strada costiera per interrompere i collegamenti tra Tripoli e Misurata.

Fonti ben infirmate negli ambienti vicini al Gna riferiscono che Tarhouna potrebbe essere il prossimo obiettivo dei mercenari siriani inviati in Libia dalla Turchia: finora circa 5mila uomini che per almeno un 10% sarebbero stati uccisi o feriti ma altri 1.500 almeno sarebbero pronti a raggiungerli dal Nord della Siria.