San Roberto Bellarmino

Dottore della Chiesa, fu uno degli uomini più eruditi del suo tempo, strenuo difensore dell’ortodossia cattolica dopo le divisioni causate dalla Riforma protestante. Malgrado le leggende nere su di lui, era mosso dalla carità tanto nell’aiuto ai poveri - ai quali donò tutto - quanto nelle dispute dottrinali. Tra i suoi alunni ebbe il giovane san Luigi Gonzaga

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Autore di opere ascetiche, pastorali e teologiche che gli sono valse il titolo di Dottore della Chiesa, san Roberto Bellarmino (1542-1621) fu uno degli uomini più eruditi del suo tempo, strenuo difensore dell’ortodossia cattolica dopo le divisioni causate dalla Riforma protestante. Mosso dalla carità tanto nell’aiuto ai poveri - ai quali donò tutto - quanto nelle dispute dottrinali, gli fu affidata la cattedra di controversie (cioè di apologetica) al Collegio Romano. Qui ebbe tra i suoi alunni il giovane Luigi Gonzaga (1568-1591), che assistette sul letto di morte e dal quale trasse ispirazione per scrivere L’arte del ben morire.

Le sue lezioni confluirono in un’opera, Le controversie, la cui risonanza in Europa fu tale che i protestanti istituirono cattedre apposite nel tentativo di rispondere alle solide argomentazioni del gesuita. Fu coinvolto nell’istruzione del processo a Giordano Bruno, che cercò di salvare convincendolo ad abiurare le tesi eretiche. Ebbe un ruolo anche nel primo chiarimento di Galileo Galilei col Sant’Uffizio, dove lo scienziato si recò spontaneamente alla fine del 1615 e qualche mese dopo dovette ammettere che l’eliocentrismo di Copernico (il cui trattato è dedicato a papa Paolo III, che lo incoraggiò a pubblicarlo) aveva ancora lo status di un’ipotesi non dimostrata secondo il metodo scientifico.

Scrisse la Dottrina cristiana breve (strutturata in 94 domande e risposte) e la Dichiarazione più copiosa della dottrina cristiana. Queste due opere, meglio note come «Piccolo e Grande Catechismo», ebbero una grandissima diffusione e furono in uso fino al XIX secolo, formando intere generazioni di fedeli. Bellarmino le aveva scritte per ordine di Clemente VIII, che lo aveva richiamato a Roma come suo teologo di fiducia. Profondamente umile, lo stesso Papa disse di lui: «La Chiesa di Dio non ha un soggetto di pari valore nell’ambito della scienza».

Per saperne di più:

Catechesi di Benedetto XVI su san Roberto Bellarmino (udienza generale del 23 febbraio 2011)

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