San Raimondo Nonnato

Vestì l’abito dei mercedari, cioè di quei religiosi che professavano un quarto voto - detto «di redenzione» - e si impegnavano a liberare i cristiani fatti schiavi dai musulmani. A tal fine offrivano in cambio i loro beni o addirittura prendevano il posto dei prigionieri a rischio di rinnegare la fede

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San Raimondo Nonnato (c. 1200-1240) visse mentre la Spagna era nel bel mezzo della Reconquista. Vestì l’abito dei mercedari, cioè di quei religiosi che professavano un quarto voto - detto «di redenzione» - e si impegnavano a liberare i cristiani fatti schiavi dai musulmani. A tal fine offrivano in cambio i loro beni o addirittura prendevano il posto dei prigionieri a rischio di rinnegare la fede.

Il soprannome Nonnatus («non nato») deriva dal fatto che venne tirato fuori, usando un’arma da taglio, dal grembo della madre deceduta prima di poter partorire. L’evento avvenne in territorio catalano, nel villaggio di Portell, poi chiamato Sant Ramón.

Quando era ancora un ragazzo sentì parlare dell’opera di carità di Pietro Nolasco (c. 1180-1256), il santo che nel 1218 fondò l’Ordine di Santa Maria della Mercede, da cui appunto discende il nome di mercedari. Raimondo entrò intorno ai 21 anni nell’Ordine mercedario, di tipo mendicante, e intraprese diverse missioni per riscattare prigionieri cristiani. La tradizione agiografica si sofferma in particolare su tre viaggi, uno dei quali a Valencia nel 1224 (sarà liberata 14 anni più tardi), dove riscattò 233 schiavi, e altri due ad Algeri, con la liberazione di un totale di altri 290 cristiani. Fu proprio in una di queste missioni in Nordafrica che Raimondo, avendo esaurito i beni materiali impiegabili per il riscatto, si offrì per liberare un padre di famiglia.

In mezzo agli altri prigionieri cresciuti nella sua stessa fede, il santo, pur soggetto a maltrattamenti, iniziò a fortificare i suoi compagni ricordando loro gli insegnamenti e le promesse di Cristo per chi soffre per Lui. Secondo la tradizione la sua opera di conforto e conversione fu così efficace che le guardie musulmane, per impedirgli di parlare, gli forarono le labbra e le chiusero con un lucchetto. Alla fine i suoi confratelli riuscirono a riscattarlo e nel 1239 poté tornare in Spagna. Morì un anno più tardi nel castello di Cardona, in terra catalana. Il suo sepolcro divenne subito meta di pellegrinaggi, venendo poi profanato e distrutto durante la Guerra civile spagnola (1936-1939).

Patrono di: bambini, ostetriche, partorienti

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