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Record mondiale di morti e crollo economico: gli effetti del Green Pass

Come si può stabilire se una politica anti-pandemica ha avuto successo? La è se riduce il numero dei morti e dei contagi, prima di tutto e, al tempo stesso, preserva l’economia del Paese colpito, evitando una crisi economica e sociale. Il Green Pass, soprattutto dopo il suo rafforzamento, ha mancato entrambi gli obiettivi. 

Controllo di Green Pass

Come si può stabilire se una politica anti-pandemica ha avuto successo? La è se riduce il numero dei morti e dei contagi, prima di tutto e, al tempo stesso, preserva l’economia del Paese colpito, evitando una crisi economica e sociale. Il Green Pass, soprattutto dopo il suo rafforzamento, può definirsi una buona politica anti-pandemica?

Con quasi 144mila nuovi casi e 378 morti, l’Italia è in piena quarta ondata. Essendo praticamente l’unico Paese al mondo ad aver introdotto una regola del lasciapassare verde così restrittiva, come ci posizioniamo rispetto agli altri? L’Italia, quanto a nuovi contagi, nell’ultima settimana, è quinta nel mondo, dopo Usa, Francia, India e Brasile. È quinta anche quanto a morti recenti, dopo Stati Uniti, Russia, India e Brasile. Questo in termini assoluti. Ma se guardiamo gli stessi dati in rapporto alla popolazione, purtroppo, vediamo che l’Italia è al primo posto per mortalità in questa ultima ondata (dati: Worldometer).

Le regole sono cambiate spesso e il 1 febbraio muteranno ancora. Chi è completamente vaccinato (2 dosi o dose unica) o chi ha fatto una sola dose, avrà il Green Pass scaduto in sei mesi. Per chi ha fatto la terza dose, invece, la scadenza è illimitata. Non perché vi sia la prova scientifica che dia una copertura illimitata, ma perché si attendono dagli organi di controllo indicazioni sull'eventuale quarta dose. Allora sapremo anche la scadenza del Green Pass di chi ha fatto la terza dose. I dati sui contagi dimostrano, comunque, che il Green Pass non è affatto una patente di immunità, come avrebbe dovuto essere nell'intento del governo Draghi. Questi continui cambiamenti di regole creano sicuramente una maggior confusione, ma non stanno spingendo più cittadini a vaccinarsi. Nell’ultima settimana, le prime dosi per le fasce d’età più a rischio sono scese del 25,6% tra il 19 e il 25 gennaio rispetto ai sette giorni precedenti (fonte: Corriere della Sera). Al netto dei guariti, il numero degli Over 50 che non si sono vaccinati e rischiano di subire le sanzioni è di 1,6 milioni.

Se il Green Pass era stato concepito anche in chiave economica per far ripartire l’economia, almeno su questo fronte le cose stanno andando meglio. Non si direbbe, a giudicare dalle continue disdette di prenotazioni, dai mezzi pubblici deserti e dalle saracinesche abbassate, anche nelle vie dello shopping. Ogni settimana, o quasi, un settore o l’altro, pubblicano le cifre delle perdite subite. Questa volta tocca alle pizzerie. Secondo i dati di Api (Associazione pizzerie italiane) e del Centro Studi di Anpit, in un mese di green pass rafforzato hanno subito una perdita degli incassi pari al 55%. Per Federico Iadicicco presidente nazionale di Anpit Azienda Italia e Angelo Iezzi presidente dell’Associazione Pizzerie Italiane: «L’introduzione del green pass e la sua versione rafforzata - proseguono -, non solo ha generato una conflittualità tra vaccinati e non inducendo la popolazione a un clima di conflitto sociale, ma sta producendo un danno sociale ed economico altissimo con gravi ricadute sui fatturati delle imprese».

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