Randazzo ai Testi Legislativi, la Curia di Leone prende forma
Il presule australiano a capo del Dicastero deputato alla conoscenza e accoglienza del diritto canonico. Prende il posto di mons. Iannone, attuale prefetto dei Vescovi. Oltre al successore nella diocesi di Broken Bay si apre anche una pagina relativa agli ex anglicani residenti in Australia.
Un tassello dopo l'altro, senza scossoni, Leone XIV continua a disegnare la "sua" Curia. Per l'incarico di prefetto del Dicastero per i Testi Legislativi – rimasto vacante dopo la nomina (a settembre) di mons. Filippo Iannone a prefetto del Dicastero per i Vescovi – il Papa ha scelto mons. Anthony Randazzo, 60 anni, nominato mercoledì 25 marzo, finora vescovo di Broken Bay.
Il presule lascia quindi la guida della diocesi australiana per approdare a Roma, in un Dicastero forse meno noto ai più ma che soprattutto nel pontificato di Prevost appare decisivo. Esso infatti «promuove e diffonde nella Chiesa la conoscenza e l’accoglienza del Diritto canonico della Chiesa latina e quello delle Chiese orientali e offre l’assistenza per la sua corretta applicazione» (Praedicate Evangelium, 175). Il neo-prefetto ha espresso «profonda gratitudine» a papa Leone attraverso i suoi social, annunciando che rimarrà ancora per tre mesi a Broken Bay in veste di amministratore apostolico prima di assumere il nuovo incarico romano.
Questa nomina riguarda anche gli ex anglicani residenti in Australia: dal 2023 Randazzo è infatti amministratore apostolico dell'Ordinariato di Nostra Signora della Croce del Sud (vacante dopo il ritiro di mons. Carl Reid), uno dei tre presenti nel mondo. Leone XIV nominerà ancora un amministratore apostolico oppure ci sarà il nuovo ordinario? Sarà un test interessante sull'approccio di Prevost alla cura pastorale dei cattolici provenienti dall'anglicanesimo, tanto più che la nomina di Randazzo giunge all'indomani del documento del Dicastero per la Dottrina della Fede dedicato proprio alle caratteristiche degli Ordinariati sorti in seguito alla costituzione Anglicanorum coetibus di Benedetto XVI.


