• LA RICERCA

Quel fascino irreale per il comunismo dei giovani Usa

Negli USA un numero crescente di ‘millennials’ e di giovani della ‘Generazione Z’ mostra un grande favore verso il comunismo e il socialismo. L’ultimo sondaggio dei giorni scorsi, condotto dalla società di ricerca e dati YouGov, ha rilevato che il 70% dei millennials probabilmente voterà socialista e che 1 su 3 considera il comunismo come "favorevole".

Negli USA un numero crescente di millennials (nati dal 1981 e il 1996) e dei giovani della Generazione Z (nati dalla metà degli anni ’90 al 2000) mostra un grande favore verso il comunismo e il socialismo.  L’ultimo sondaggio dei giorni scorsi, condotto dalla società di ricerca e dati YouGov, ha rilevato che il 70% dei millennials probabilmente voterà socialista e che 1 su 3 considera il comunismo come "favorevole". Il sondaggio, parte del rapporto della Victims of Communism Memorial Foundation USA, sugli ‘Atteggiamenti verso il socialismo, il comunismo e il collettivismo", è stato condotto dal 6 al 13 settembre. Sono state valutate 2.100 persone negli Stati Uniti che avevano 16 anni e più.

Poco più della metà dei millennials intervistati ha affermato che la Dichiarazione di Indipendenza USA "garantisce la libertà e l'uguaglianza" ma è meglio "Il Manifesto comunista". I risultati hanno più che preoccupato tanto che il direttore esecutivo della Fondazione per le Vittime del Comunismo ha detto che «l'amnesia storica sui pericoli del comunismo e del socialismo è in piena evidenza nel rapporto di quest'anno. Quando non educhiamo le nostre generazioni più giovani alla verità storica di 100 milioni di vittime uccise per mano dei regimi comunisti nel secolo scorso, non dovremmo essere sorpresi dalla loro volontà di abbracciare le idee marxiste. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per educare i giovani americani sulla storia dei regimi comunisti e sui pericoli del socialismo oggi». L’altra faccia della medaglia di questa indagine è che gli stessi giovani considerano Trump colpevole di maggiori violenze e violazioni dei diritti umani di quanto abbia fatto Stalin. Il fenomeno di amore per il socialismo e comunismo si va stabilizzando tra i giovani americani. Un altro sondaggio degli stessi giorni va oltre e ci dice che almeno il 64% dei ragazzi della GenZ ed il 70% dei Millenials sarà estremamente felice di poter votare alle prossime elezioni americane un candidato socialista.

Ciò che preoccupa è il consolidamento del fenomeno, infatti sin dal marzo scorso, il 49,6% dei giovani millenials e della GenZ dichiarava di desiderare di vivere in futuro in una società socialista. E nel giugno scorso, un altro sondaggio tra gli adulti americani (18-54 anni) dimostra come il 40% degli americani preferirebbe vivere in un paese socialista piuttosto che in uno capitalista e spera sia possibile che gli USA cambino grazie a candidati socialisti e democratici come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez. Non c’è chiarezza, nel sondaggio di Axios su cosa significhi governo socialista, ma per certo il 47% vuole e intende così la sanità pubblica per tutti, l’istruzione gratuita (senza barriere di merito e reddito) per tutti e un salario minimo di base uguale per tutti.

Tra le reazioni americane a queste ricerche ci sono stati alcuni che hanno giustificato l’ignoranza dei giovani americani sul socialismo, affermando che essi si riferivano ad un socialismo democratico e umano, non certamente a Cuba, al Venzuela, Nicaragua o ai regimi sovietici. Altri, come JPMorgan sin dallo scorso giugno ha rilasciato un report su come funzionano i sistemi socialisti dal “volto umano”, giungendo alla conclusione che "una prova concreta di una società socialista democratica di successo, come la città perduta di Atlantide, deve ancora essere trovata". Il rapporto definisce il socialismo democratico come un'economia con tasse elevate e spese elevate, inflessibile con la libertà di mercato e dal lavoro protetto, con un vasto intervento statale in tutto il settore privato e il totale monopolio dei servizi pubblici.  Forse i giovani americani vogliono, scrive l’American Enterprise Institute, uno dei più importanti think tank conservatori, è solo “un'economia che generi una crescita economica ampia e sostenibile con una rete di sicurezza più ampia, e non il tipo di capitalismo selvaggio visto dal 2007 ad oggi in cui un brutto shock economico (crisi finanziaria) è stato seguito da anni in cui sia la crescita economica che quella salariale sono state mediocri”.

Tuttavia, dal complesso di questi dati e dal crescente sostegno della sinistra culturale e mass mediatica verso il candidato gay e gramsciano Pete Buttigieg, il cui padre è stato il più grande cultore e traduttore delle opere di Gramsci negli USA, è possibile lanciare un allarme e trarre una conclusione. I Repubblicani non facciano come i democristiani europei ed italiani, non si dedichino solo alle gestione di governo ed economia e non lascino nelle mani di cattivi maestri social comunisti le scuole, la giustizia e le università. Ancora oggi nella patria di Gramsci, la società civile e religiosa soffrono per gli errori commessi dai vecchi democristiani e per il loro cedimento di potere ai comunisti, in questi settori e sulle giovani generazioni.

Attenzione poi, i dati devono allarmare profondamente perché dimostrano un'edulcorata narrativa “gramsciana”, per l’appunto tanto romantica quanto terribilmente irreale, del comunismo. Ciò significa solo due cose: non si insegna né si impara dalle testimonianze dei tanti dissidenti piagati dal sistema comunista sovietico come Aleksandr Solzhenitsyn o Vladimir Bukovsky, recentemente scomparso; non si studia né si racconta la recente storia del secolo scorso nei paesi dell’est europeo, dell’indocina e nemmeno l’attuale situazione di privazione di libertà e violenze in Cina. Non c’è memoria, non c’è giudizio ma forse, il ‘dio dollaro’ potrebbe convincere i giovani americani. A Cuba un terzo dei cittadini vive con un dollaro al giorno, 30 dollari al mese, sicuri che i giovani americani sperino questo per il loro futuro e quello dei propri figli? Non c’è nessun volto umano, né nel vecchio comunismo storico, né nell’egemonia di Gramsci, ma solo un volto di morte: morte di Dio, dell’uomo e della libertà.