Quattro vescovi ausiliari e tre viaggi apostolici
La Sala Stampa conferma che Leone XIV visiterà Monaco a marzo, Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale ad aprile e Spagna a giugno. Intanto il Papa prosegue nel riportare la diocesi capitolina all'ordine precedente lo spoils system del 2024-2025, quando insieme al settore Centro erano pressoché spariti anche gli ausiliari.
Monaco, l'Africa e la Spagna: queste le mete dei prossimi viaggi apostolici di Leone XIV comunicate ieri dalla Sala Stampa. La visita nel principato era ormai certa da quando Oltretevere si era detto che fosse «allo studio» e ora giunge la conferma definitiva per il 28 marzo. Ad aprile il Papa visiterà ben quattro Paesi africani: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Dieci giorni in tutto, dal 13 al 23 aprile. La prima tappa sarà certamente sulle orme di Agostino, nato a Tagaste e morto a Ippona, proprio nel territorio dell'attuale Algeria.
Infine il viaggio in Spagna dal 6 al 12 giugno, in concomitanza con il centenario della morte del venerabile Antoni Gaudí y Cornet e con la prevista conclusione dei lavori della Sagrada Familia.
Nella diocesi capitolina lo spoils system del biennio 2024-2025 aveva condotto all'estinzione dei vescovi ausiliari, pressoché spariti insieme al settore Centro (depennato da Francesco e ripristinato da Leone). A partire dal cambio ai vertici del Vicariato, con la nomina di Reina a cardinal vicario e Tarantelli a vicegerente, i vescovi ausiliari dell'Urbe erano stati via via destinati ad altre sedi. Un giro di valzer che nel giro di un anno ne aveva comportato la totale scomparsa, con la sola eccezione di mons. Di Tolve, chiamato appositamente a Roma per occuparsi della formazione dei futuri preti, mentre i settori della diocesi erano affidati a "semplici" presbiteri che affiancavano il card. Reina e mons. Tarantelli. L'ultimo a partire, ormai già all'alba del pontificato leonino, era stato mons. Ambarus, destinato a Matera-Irsina e Tricarico.
Dopo aver riportato in vita il settore Centro, adesso Leone XIV restituisce a Roma anche i vescovi ausiliari, tutti provenienti dal clero romano: a mons. Stefano Sparapani sarà affidato il settore Ovest, a mons. Alessandro Zenobbi il settore Est, a mons. Andrea Carlevale il settore Sud e a mons. Marco Valenti il settore Nord. Due di loro, Zenobbi e Sparapani, erano già responsabili di due settori. Il settore Centro è invece affidato al vicegerente mons. Tarantelli. Sarà Leone XIV a consacrare personalmente i nuovi vescovi in Laterano il 12 maggio.
Ma l'intervento del Papa sulla sua diocesi non si ferma qui: nel decreto sull'assegnazione dei ruoli ai nuovi vescovi il Papa rende noto inoltre di «di aver costituito un apposito Gruppo di lavoro, incaricato di procedere alla revisione della medesima Costituzione Apostolica In Ecclesiarum communione, al fine di verificarne l'adeguatezza alle attuali esigenze pastorali e di favorirne un più efficace servizio alla missione ecclesiale». La Costituzione Apostolica di Francesco circa l'ordinamento del Vicariato di Roma risale "appena" al 6 gennaio 2023. Tre anni nella vita della Chiesa sono «come un soffio», «come il giorno di ieri che è passato», citando il Salmo 90(89) eppure è già bisognosa di revisione...
In illo uno unum è il motto scelto 12 anni fa da Prevost al momento della nomina episcopale, ma anche Fortiter ac suaviter gli si addice quando deve porre mano a qualche anomalia ereditata dal precedente pontificato.


