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Fondazione Libellula

Progetto queer per 2.500 bambini

Storie spaziali per maschi del futuro è un progetto rivolto a 2.500 bambini per impedire che un bambino diventi uomo e una bmbina donna.

Gender Watch 30_03_2026

La Fondazione Libellula, che è un «network di aziende in Italia e in Europa unite dalla volontà di prevenire e contrastare la violenza di genere e ogni forma di discriminazione», ha lanciato il progetto Storie spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition.

Ecco in cosa consiste questo progetto: «I bambini non nascono con gli stereotipi. Li imparano. Li assorbono dalle storie che ascoltano, dai ruoli che osservano, dalle aspettative che gli adulti – spesso senza accorgersene – mettono sulle loro spalle. Oggi, molti bambini crescono ancora con l’idea che mostrarsi fragili sia debolezza, che la forza sia una moneta di scambio, che le emozioni vadano trattenute. E molte bambine imparano prestissimo a compiacere, ad assecondare, a mettersi da parte. Storie spaziali per Maschi del Futuro – Scuola Edition nasce per spezzare questa eredità culturale. È il primo grande progetto italiano dedicato alla decostruzione degli stereotipi di genere nella scuola primaria, attraverso le storie, la narrazione e un percorso educativo che coinvolge docenti, alunne/i e famiglie». Il titolo del progetto è il medesimo del libro di Francesca Cavallo che si definisce attivista queer. Dunque dietro il progetto alberga anche l’ideologia LGBT.

Ed infatti il progetto mira a scardinare l’ordine naturale secondo cui un bambino impara ad essere uomo e quindi a comportarsi da uomo e una bambina impara ad essere donna e quindi a comportarsi da donna. Uomo e donna hanno un proprium naturale non solo dal punto di visto fisico, ma anche psicologico e dunque sociale. Gli uomini in quanto uomini hanno inclinazioni, gusti, preferenze, attitudini maschili che rispecchiano una propria forma mentis di carattere naturale e non costruita, come sostiene la Fondazione Libellula, artificiosamente dalla cultura, dalle influenze esterne, dalla società. Questi sono i soliti schemini marxisti: è la società che costruisce i ruoli. In realtà la società può aiutare a confermare i ruoli mascolini e femminili oppure a demolirli. Uomo e donna sono una condizione naturale che esiste a priori rispetto alla società.

Questo progetto così dinamitardo avrà ampia diffusione: «Il progetto nasce con una prima sperimentazione in 250 scuole primarie, con particolare attenzione alle aree più periferiche e vulnerabili. Raggiungerà 12.500 bambine e bambini, 5.000 docenti e oltre 50.000 familiari, generando un impatto culturale capillare».