Prima prova scritta. Consigli per la scelta
Le tipologie sono tre. Ma come scegliere la traccia? E quali autori potrebbero uscire? Ecco alcune indicazioni.
Tre tracce, un’unica strategia: scegliere ciò che conoscete davvero
Domani, 18 giugno, migliaia di studenti affronteranno la prova scritta di Italiano. Le tipologie sono tre:
-
A – Analisi e interpretazione di un testo letterario
-
B – Analisi e produzione di un testo argomentativo
-
C – Riflessione critica su temi di attualità
Ogni anno gli errori si ripetono: la fretta di iniziare, l’ansia di riempire le pagine, la scarsa attenzione alla progettazione. Come scegliere la traccia? La retorica antica non ha dubbi: Rem tene, verba sequentur — conosci la materia, e le parole verranno da sé. Non esiste competenza senza cultura. Per questo il consiglio più efficace è anche il più semplice: scegliete l’argomento che conoscete meglio. È la condizione per scrivere con sicurezza, lucidità e originalità.
Inventio e dispositio: il tempo che fa la differenza
Una volta scelta la traccia, non bisogna cedere alla tentazione di partire subito. Come nel gioco della briscola non si buttano sul tavolo asso e tre alla prima mano, così nel tema gli argomenti più forti vanno collocati al momento giusto.
Per questo almeno un’ora delle sei disponibili dovrebbe essere dedicata a inventio e dispositio: raccogliere idee, esempi, citazioni, immagini, e poi ordinarle in uno schema persuasivo. Scrivere di getto è un mito romantico che la Maturità smentisce puntualmente: il testo è un prodotto tecnico, che richiede progettazione, consapevolezza, revisione.
La stesura può occupare tre o quattro ore; il resto va investito nella preparazione e nel labor limae, la rifinitura finale. Troppo spesso gli studenti terminano presto, convinti di aver fatto un buon lavoro. Ma quando il progetto è debole, la revisione non può salvarlo. Inventio e dispositio non sono un lusso: sono la condizione per un testo efficace.
Scrivere bene significa farsi ascoltare
C’è un dettaglio che pochi conoscono: la correzione della prova avviene in forma collegiale, con lettura ad alta voce. Questo significa che la scrittura deve essere chiara, ritmica, leggibile. Calligrafia curata, frasi brevi, periodi ben scanditi: non si scrive per una lettura silenziosa, ma per una voce che interpreta. Un testo che “suona bene” è un testo che convince.
Quali autori potrebbero uscire? La storia delle tracce parla chiaro
Prepararsi all’ultimo minuto su un autore probabile è inutile. Le prove ministeriali hanno sempre fornito una breve presentazione dell’autore e domande che richiedevano soprattutto comprensione e capacità di analisi, non una conoscenza specialistica.
La verità è semplice: la prova non premia la semplice memoria degli autori, ma la capacità di leggere, interpretare e argomentare. È fondamentale leggere con attenzione la parte finale della traccia, dove compare la richiesta di argomentazione e interpretazione: se lo studente sa svilupparla, richiamando testi affrontati durante l’anno o letture personali, non incontrerà difficoltà.
Osservare la storia delle tracce, però, aiuta a capire le tendenze del Ministero. Dal 1999 a oggi, la selezione è stata sorprendentemente ristretta:
-
Ungaretti: 5 volte;
-
Montale: 3 volte;
-
Quasimodo: 3 volte;
-
Pirandello e Dante: 2 volte;
-
tutti gli altri — Saba, Pavese, Svevo, Primo Levi, Magris, Calvino, Eco, Caproni, Bassani, Sciascia, Verga, Pascoli, Moravia, Pasolini, Tomasi di Lampedusa — una sola volta.
Una distribuzione prudente, che privilegia quasi esclusivamente il Novecento, con pochissime incursioni nell’Ottocento. Solo nel 2022, per compensare i ritardi post Covid, sono stati scelti Verga e Pascoli.
Alla luce di questo quadro, non stupirebbero:
-
una nuova poesia di Montale o di Pascoli;
-
un brano dalla Coscienza di Zeno;
-
una poesia dal Canzoniere di Saba;
-
un testo di Pirandello, a novant’anni dalla morte;
-
un brano narrativo di Calvino;
-
oppure autori meno frequentati nei programmi, ma capaci di generare riflessioni ben collegabili al percorso di letteratura, come Grazia Deledda, a cent’anni dal Premio Nobel.
Resta clamorosa l’assenza di d’Annunzio, mai apparso in oltre venticinque anni: un’assenza difficilmente spiegabile sul piano artistico, che sembra rispondere a ragioni extraletterarie. È legittimo chiedersi se il peso culturale di tanti autori comparsi una sola volta possa davvero essere paragonato a quello del Vate.
Argomenti: dove può andare la traccia
Negli ultimi anni le tipologie B e C hanno spesso invitato gli studenti a riflettere su questioni che attraversano il nostro tempo: la ricerca scientifica e il progresso, il rispetto dell’ambiente e la sostenibilità, i cambiamenti nella comunicazione, il rapporto sempre più stretto tra tecnologia e società. Non stupisce, dunque, che molti ragazzi — abituati a utilizzare quotidianamente strumenti di intelligenza artificiale — si aspettino una traccia che li chiami a interrogarsi sui benefici e sui rischi di questa rivoluzione in corso.
Accanto ai temi scientifici e tecnologici, il calendario civile offre spunti altrettanto significativi. Gli ottant’anni della Repubblica e l’anniversario del primo voto alle donne rappresentano occasioni preziose per tornare a riflettere sul valore della democrazia, della cittadinanza, dei diritti e della responsabilità individuale. Sono ricorrenze che non appartengono solo al passato, ma continuano a interrogare il presente, soprattutto in un’epoca in cui la partecipazione e la consapevolezza civica non possono essere date per scontate.
E gli anniversari non finiscono qui. Venticinque anni ci separano dall’attentato alle Torri Gemelle, un evento che ha ridisegnato gli equilibri geopolitici e aperto una stagione di instabilità internazionale che ancora oggi condiziona il nostro sguardo sul mondo. Allo stesso modo, i quarant’anni dal disastro di Chernobyl riportano al centro il tema della transizione energetica, del rapporto tra tecnologia e rischio, della fragilità degli ecosistemi: questioni che sono già comparse più volte nelle tracce degli ultimi anni.
Il tempo della Maturità, l’importanza di arrivarci lucidi
Domani, 18 giugno, la prima prova degli esami di Stato. Alla vigilia della prova, il suggerimento più importante per gli studenti è semplice: arrivare lucidi, ripassando sì, ma senza sacrificare il sonno. Il tempo della Maturità: un passaggio decisivo.
- Consigli per la scelta della traccia
