• DOPO LE DENUNCE

Perché l'Inghilterra vieta il "cambio di sesso" dei minori

Dopo le denunce che hanno portato a processo la clinica Tavistock, dove i minorenni sono sottoposti a trattamenti per apparire del sesso opposto, e dopo l’indagine del governo sui “baby trans”, il governo ha annunciato la revisione della legge sul "cambio di sesso" per i minori. La parola ai pentiti che parlano di ciò che nessuno ha il coraggio di dire. 

Dopo le denunce che hanno portato a processo la clinica Tavistock di Londra, dove i minorenni vengono sottoposti a trattamenti per apparire del sesso opposto a quello di nascita, e dopo l’indagine del governo sul numero dei “baby trans” cresciuto vertiginosamente in pochissimi anni è accaduto qualcosa di assolutamente non scontato. Il ministro delle Pari Opportunità inglese, Liz Truss, ha annunciato che il governo è intenzionato a revisionare la legge sul cambiamento di sesso, ora permesso anche ai minori previo consenso dei genitori.

Certamente il governo di Johnson non è quello politicamente corretto della May, ma date le pressioni e il potere culturale e giuridico del mondo Lgbt in Gran Bretagna la notizia rappresenta una svolta non da poco. Ad aiutare il ministro è stata sia la denuncia di oltre una decina di medici della Tavistock che abbandonarono la clinica per dubbi deontologici, sia quella degli stessi ragazzini pentiti (cosiddetti "detransitioners") perché sottoposti a trattamenti per certi versi irreversibili, anziché essere aiutati psicologicamente a risolvere la confusione mentale che li affliggeva. Come hanno documentato medici e pentiti i danni seguiti ai trattamenti ormonali non sono solo di tipo estetico (voci femminili mutate per sempre in maschili, peli su volti femminili, o crescita di seni su corpi maschili) ma anche alla salute (fragilità ossea e sviluppo di altre malattie croniche). Per non parlare dei danni ireversibili causati dalle operazioni chirurgiche.

Visto poi l’incremento del 4.415% dei trattamenti sulle bimbe per cui da 97 casi del 2009/2010 si passò a 2.519 del 2017/2018 (fra loro 45 bambini di 6 anni o meno) il governò precedente, tramite l’ex ministro delle Pari Opportunità Penny Mordaunt, aveva dovuto indagare sul fenomeno. Anche perché, persino i media di sinistra in questo caso non smentivano che l’invadenza della cultura arcobaleno nelle scuole, sui media e nella vita pubblica, potesse avere una certa influenza sui piccoli confusi.

Così ora Truss ha potuto affermare che il governo sta pensando di vietare la «chirurgia ricostruttiva genitale» e i trattamenti per apparire del sesso opposto in modo da «proteggerli (i bambini, ndr) dal prendere decisioni irreversibili». Ovviamente la dichiarazione ha destato le proteste del mondo Lgbt, che vede questi esperimenti come i più semplici per convincere il mondo che “cambiare sesso si può”, dato che il bombardamento ormonale in età precoce è in grado di trasformare i corpi in modo da nascondere più facilmente la realtà sul sesso reale della persona che vi si sottopone.

Mermaids, un’organizzazione che si dice schierata dalla parte dei “bambini transgender” (politicizzandoli dentro questa categoria inesistente) ha dichiarato che un divieto del governo discriminerebbe i «minorenni transgender» trattandoli diversamente dai loro coetanei non transessuali, ma ignorando le storie dolorose di chi, incapace di decidere e di comprendere il proprio disagio, si è sentito dire che il bombardamento ormonale avrebbe risolto ogni problema. Inoltre la logica dice il contrario, visto che in Gran Bretagna i minorenni non possono neppure bere, fumare o votare.

Non a caso Truss ha affermato che la svolta serve ad «assicurarsi che i minori di 18 anni siano protetti da decisioni che potevano prendere e che sono irreversibili». Sebbene, per rinforzare la sua posizione, il ministro abbia aggiunto che se «gli adulti devono avere la libertà di condurre la propria vita come meglio ritengono, penso sia molto importante che proteggiamo dal prendere decisioni irreversibili le persone che stanno ancora sviluppando le proprie capacità decisionali».

Ma, oltre al divieto proposto, c’è un’altra novità che fa pensare che forse il governo Johnson è intenzionato a ridurre l’area d'influenza Lgbt che ha dominato la scena scavalcando, in nome dei propri diritti, quelli di ogni altro cittadino non allineato con il suo pensiero: Truss ha infatti aggiunto che il governo si muoverà per proteggere gli «spazi per singoli sessi», riferendosi, ad esempio, alle aree “gender free” come i bagni e gli spogliatoi dove donne e bambine hanno subito abusi da parte dei travestiti liberi di accedervi.

Così, la propaganda arcobaleno sui piccoli ha valicato le soglie della tolleranza sociale per cui persino diversi movimenti femministi si sono schierati contro la strumentalizzazione dei bambini. 

A gennaio un comitato femminista ha organizzato un evento in cui sono intervenuti i piccoli pentiti sottoposti a trattamento ormonale. Una di loro, anoressica, ha affermato di non aver mai collegato l’odio del suo corpo femminile al suo disturbo alimentare o alla disforia di genere: «Mi chiedo spesso come nessuno se ne sia reso conto? Nessun terapista che ho visto; nessun dottore con cui ho parlato di un intervento chirurgico; nessuno nella mia vita privata…Vorrei solo che qualcuno fosse stato lì per dirmi di non castrarmi… non ha "senso" che queste procedure vengano chiamate "transizione" quando le isterectomie e o le mastectomie non ti rendono meno femmina: il termine esatto è castrazione». E se anche la comunità trans insiste nel convincerti che non rimpiangerai la transizione, «eccomi qui».

I "detransitioners" hanno infine descritto la pressione per cui si parla di "trattamento necessario" ad evitare i suicidi, mentre è il bombardamento ormonale o l'intervento chirurgico ad aver fatto pensare a molti di loro di togliersi la vita.