Parolin e le benedizioni gay in Germania
Il cardinale di Stato Parolin in merito alle benedizioni di coppie gay in Germania dice che bisogna attendere e dialogare. Niente sanzioni per ora. Intanto la casa brucia.
Il 6 maggio scorso il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha presentato un suo libro all’Augustinianum a Roma. All’uscita ad attenderlo alcuni giornalisti. Parolin ha toccato diversi argomenti tra cui anche le benedizioni formali richieste dai vescovi tedeschi a Roma e che in molte diocesi già si stanno praticando. Il cardinale ha giudicato «prematuro» un intervento di forza della Santa Sede: «Ora è prematuro parlare di sanzioni. Speriamo di non dover mai arrivare alle sanzioni e che i problemi possano essere risolti pacificamente, come dovrebbe accadere nella Chiesa».
Nel momento presente è preferibile «il dialogo». «Vediamo cosa succede» ha detto Parolin. Inoltre ha aggiunto che «comunque abbiamo già da tempo iniziato un dialogo su questo punto esprimendo ciascuno i propri punti di vista». L’obiettivo è quello di «trovare una composizione». Ciò detto «qualsiasi decisione deve essere in accordo con il Diritto canonico, con il Concilio Vaticano II, con la tradizione della Chiesa».
Due considerazioni. La prima: difficile dire no alle benedizioni alle coppie gay in Germania quando Roma le ha approvate con Fiducia supplicans. La benedizione formale voluta dalla Conferenza episcopale tedesca è solo più grave della benedizione informale voluta dalla Santa Sede. Insomma, chi è causa del suo mal pianga se stesso.
In secondo luogo capiamo la diplomazia e il rischio di scisma, nonché il pericolo che la ricca Germania non paghi più l’obolo a Pietro, ma qui la casa sta bruciando e quindi il tempo del dialogo e del “vediamo cosa succede” è finito. Bisogna intervenire. Sospettiamo che Roma vorrebbe anche agire ma ha le mani legate per i motivi prima indicati: scisma, soldi e Fiducia supplicans. Insomma è sotto ricatto. Ma di fronte alla salvezza delle anime, primo compito della Chiesa, nessun ricatto può valere.


