• ISOLA D'ELBA

Parcheggio abusivo? La Massoneria può farlo

Un imprenditore dell'Isola d'Elba denuncia un parcheggio abusivo in pieno parco naturale. L'on. Napoli (commissione antimafia) gli risponde che in quel comune c'è la protezione di "politica, magistratura e Massoneria". Caso archiviato.

Stefano Martinenghi

Spesso chi parla di Massoneria viene preso per un pazzoide che vede compassi e grembiulini dappertutto e passa le giornate a immaginare improbabili complotti e a fabbricare instabili dietrologie.
Ogni tanto però accade che se ne parli come se fosse la cosa più naturale del mondo, con quel misto di rassegnazione e disincanto con cui si prende atto di un male inevitabile.

È ciò che è accaduto nelle scorse settimane senza che nessuno abbia battuto ciglio. Sul quotidiano online Linkiesta il giorno di Ferragosto è comparsa infatti una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmata da un imprenditore che chiedeva l’attenzione e l’aiuto delle più alte cariche dello Stato davanti a una serie di fatti quantomeno singolari avvenuti sull’Isola d’Elba. Ultimo uno scempio ambientale da manuale: un parcheggio abusivo spuntato senza permessi all’interno di un parco protetto (Parco dell’Arcipelago Toscano) e in barba a una sciocchezzuola da niente come la proprietà privata.

Ma attenzione: siamo solo all’antipasto. Il piatto forte, che a quanto pare però non è andato di traverso a nessuno, arriva più avanti quando Stefano Martinenghi, autore dell’appello, cita testualmente la risposta ricevuta dall’on. Angela Napoli (all’epoca dei fatti vice presidente della commissione parlamentare antimafia): «Da tutte le vicende, da me seguite nel corso degli anni passati e dalle denunzie che insieme a Lei sono state fatte da altri cittadini, ho potuto percepire che in quel comune c’è la protezione della politica, della magistratura e della Massoneria».

Parole pesanti come pietre che dovrebbero far sobbalzare sulla sedia tutti quei cittadini che pensano che lo Stato non abbia ancora abdicato davanti alle logge e alle cricche e che sperano vivamente che sia in grado di difendere i suoi cittadini da trame oscure e pressioni improprie.

Ciò che più sconcerta però da un lato è la naturalezza con cui queste parole vengono pronunciate (anzi, scritte nero su bianco), dall’altro il fatto che non indignino più nessuno. A un mese di distanza infatti non si registrano né smentite, né risposte all’appello. Non solo, non si sono viste manifestazioni ambientaliste anche se lì dove sono potute arrivare le ruspe non si potrebbero nemmeno potare le piante di casa (dove sono finite le associazioni ecologiste?) mentre la stampa locale continua a tacere (paradossalmente in controtendenza con quella nazionale, visto che oltre a Linkiesta si sono interessati al caso anche Libero e TgCom).

E così le denunce contro ignoti sono state archiviate per “assenza di reato” e la spianata illegale, realizzata a pochi passi da una delle sei spiagge più belle d’Italia, è servita a garantire qualche parcheggio in più ai turisti che, finita l'estate, hanno già abbandonato l’isola.

Se però lo Stato italiano (addirittura attraverso la commissione antimafia) arriva a dire a un cittadino “scusi lì non comando io, c'è la Massoneria!” viene quasi il dubbio che l’Isola d’Elba non sia sullo stesso parallelo di Grosseto, ma molto più a Sud, là dove alcuni eroici imprenditori decidono di non pagare il pizzo alla mafia pur sapendo che lo Stato non sarà in grado di difenderli fino in fondo. O forse l’Elba è davvero vicina alla Toscana come ci hanno insegnato a scuola, ma da oggi è bene sapere che chi comanda davvero sull’Isola veste dei simpatici cappucci neri. A meno che lo Stato decida di battere un colpo.

«Quando ho letto la risposta dell’on. Napoli, che in questa vicenda si è spesa moltissimo a favore dei cittadini elbani, sono rimasto sconcertato – racconta Martinenghi a La Nuova Bussola Quotidiana – Se perfino un politico di quel calibro (che ha denunciato in Parlamento per ben quattro volte l’amministrazione comunale in questione) alza le braccia in segno di resa cosa può fare un semplice cittadino per difendersi dagli abusi della Pubblica Amministrazione? Nel caso dei parcheggi abusivi nel Parco protetto dell’Elba le fotografie dello scempio che ho depositato con l’esposto in Procura a Livorno sono sconvolgenti e la documentazione a riprova della proprietà privata dei luoghi inoppugnabile eppure il Pubblico Ministero che avrebbe dovuto indagare ha chiesto l’archiviazione come se nulla fosse accaduto. Per queste ragioni ho scritto al Presidente Napolitano e per competenza ai Ministri della Giustizia Cancellieri e dell’Interno Alfano. Se nemmeno loro risponderanno vorrà dire che in Italia lo Stato di diritto è soltanto una finzione...».