Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Bonaventura a cura di Ermes Dovico
Cristiani Perseguitati
a cura di Anna Bono
Islam

Pakistan. Posti di lavoro riservati ai non musulmani

Un membro cattolico dell’Assemblea provinciale del Sindh ha lanciato una campagna perché nei bandi pubblici i lavori meno qualificati smettano di essere riservati alle minoranze religiose

Quando in Pakistan viene pubblicato un bando pubblico di lavoro “riservato ai non musulmani” non vuol dire che quell’amministrazione è attenta alle minoranze religiose e così facendo intende favorirne l’occupazione. I bandi riservati ai non musulmani sono infatti quelli per operatori ecologici e per addetti alla pulizia di strade e fogne. Si tratta quindi di una forma di discriminazione umiliante. Per questo Anthony Naveed, membro cattolico dell’Assemblea provinciale del Sindh, una delle quattro province del paese, ha deciso di recente di sollevare la questione durante una riunione dell’Assemblea. Annunci del genere, ha spiegato all’agenzia di stampa Fides, “che riservano esplicitamente i lavori meno qualificati alle persone non musulmane, vengono pubblicati nella provincia del Sindh, ma anche nelle province del Punjab, del Baluchistan e del Khyber Pakhtun Khwa. E' una questione di mentalità, che sottintende un disprezzo verso i non musulmani: perché legare un lavoro all'identità religiosa? Si possono pubblicare tali annunci semplicemente omettendo il riferimento alla religione. Penso che questo modo di procedere danneggi l'immagine di un ufficio o di un dipartimento pubblico e di tutto il nostro amato Paese”. Neveed ha sollecitato i membri del proprio partito, il Partito popolare del Pakistan, ad aderire a una campagna per l’uguaglianza e la cittadinanza responsabile: “chiedo il sostegno dei membri del mio partito politico, il PPP – è stato il suo appello all’Assemblea provinciale – e di tutte le persone di buona volontà, nella politica e nella società civile, nell'essere voce dei senza voce nel promuovere i diritti e la dignità umana di tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione di carattere culturale, sociale o religioso”.