Mezza Vienna musulmana, il prezzo delle politiche migratorie
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Un mix di liberalsocialismo e sussidi apre all'islam le porte della capitale austriaca, dove la memoria di Sobieski è censurata e gli insegnanti faticano a farsi capire da bambini che non parlano in tedesco. Il trend è in crescita, come mostrano i dati del quotidiano Die Presse.
Vienna conquistata dai musulmani, senza colpo ferire, con buona pace della memoria d’esser stata il cuore del cattolicesimo e d’aver difeso la cristianità europea proprio dai tentativi di conquista ottomani nel 1529 e nel 1683. Gli ultimi dati dell'autorità scolastica cittadina, pubblicati in questi giorni dal quotidiano Die Presse, mostrano l’avanzata dei musulmani che rappresentano ormai il 42% dei 114.000 alunni delle scuole statali di Vienna, mentre gli altri gruppi principali sono formati da bimbi “senza affiliazione religiosa” (23%), dai cattolici (17%) e dai cristiani ortodossi (14%).
Il trend è costante ed in crescita dello 0,8% all’anno da diversi anni, come mostrano i dati dell’aprile 2025, dove già si rilevava che il 41,2% dei bambini delle scuole primarie e secondarie della capitale austriaca era di religione musulmana, segnando una crescita rispetto al 2024, quando i bimbi musulmani erano il 39,4%. Crescono i bimbi musulmani della città e diminuiscono negli stessi anni, di mezzo punto percentuale ciascuno, i gruppi di bimbi che si identificano come cattolici o cristiani – e meno male che nell’ultimo decennio ci hanno raccontato delle crescenti conversioni e battesimi di musulmani in Austria!
Nelle scuole pubbliche, medie e politecniche, ovvero istituti tecnici e professionali, quasi la metà degli studenti (49%) professa la religione islamica. Nelle scuole primarie pubbliche per bambini dai sei ai dieci anni, i musulmani rappresentano il 39% di tutti gli alunni. Mentre in passato la maggior parte dei musulmani in Austria era di origine turca, la recente ondata migratoria ha portato a un cambiamento, con una maggiore presenza di musulmani di origine araba, un islam più omogeneo, più focalizzato sul Corano e, di conseguenza, più rigido e radicale. Questo avrà un impatto anche sul modo in cui l'islam viene praticato dagli studenti a Vienna, non a caso sui giornali e nelle trasmissioni televisive sono emersi anche recentemente, diversi casi di studenti non musulmani vittime di bullismo e insulti da parte di compagni islamisti, in alcuni casi le ragazze sono costrette ad indossare il niqab per sfuggire alle vessazioni.
Le politiche amministrative del Comune di Vienna attraggono gli immigrati dai Paesi musulmani con generose politiche di welfare sociale e familiare: nel solo 2025 la città di Vienna ha speso più di 1,2 miliardi di euro in sussidi sociali, la maggior parte dei quali (il 67%) è stata erogata a cittadini non austriaci. Nel maggio dello scorso anno, il caso di una famiglia siriana di 13 persone a Vienna che riceveva 9.000 euro al mese di sussidi (esentasse) suscitò un'ondata di indignazione, poiché una normale famiglia austriaca con genitori lavoratori e 11 figli non avrebbe mai potuto ricevere una somma paragonabile. Chi governa Vienna? Vienna è governata da una coalizione liberalsocialista, tra il Partito Socialdemocratico (SPÖ) e il partito liberale NEOS, guidata dal sindaco e governatore Michael Ludwig (SPÖ), in carica dal 2018.
La situazione è tale che ad inizio 2026, il quotidiano exxpress sottolineava l’incomprensione della lingua tedesca nelle scuole elementari della capitale, nonostante molti di questi alunni fossero nati in Austria e abbiano frequentato gli asili nel Paese per più di due anni, denunciando così l’esistenza di culture “straniere” in crescita all’interno del Paese, visto che l’apprendimento della lingua nazionale è sempre meno considerato una priorità e l’arabo sempre più tollerato. Il quotidiano ricorda anche le dichiarazioni di Harald Zierfuß, portavoce per l’istruzione del partito di centrodestra al governo nazionale ÖVP (Partito Popolare), che a sua volta rimarcava come in alcune aree urbane i risultati indicano che «in una classe media di 22 bambini, spesso solo cinque capiscono davvero l’insegnante». Il partito democristiano sta dunque chiedendo che vengano introdotte valutazioni obbligatorie delle competenze linguistiche per tutti i bambini a partire dai tre anni.
L’eurodeputata dell’FPÖ, partito di destra, Petra Steger evidenziava invece come i datoi dimostrassero «il fallimento della politica migratoria». In questo contesto inquietante, ma conseguente a scelte politiche precise a favore della sostituzione etnico-culturale-religiosa del Paese, si inserisce la decisione del Comune di Vienna del gennaio scorso che, dopo anni di discussione, ha deciso di non erigere una statua che onorasse il re polacco Giovanni III Sobieski, perché non apparisse islamofobica. La liberalsocialista Vienna dunque non onora colui che il 12 settembre 1683 guidò la coalizione cristiana che sconfisse i turchi alle porte di Vienna, salvando così la cristianità. «Venimus, vidimus, Deus vicit», scriveva Sobieski in una lettera a papa Innocenzo XI, ma oggi gli unici veri vincitori, a causa del tradimento e della complicità dei politici liberal-socialisti al potere, sono i musulmani conquistatori.
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