«Maria e l’Eucaristia, i pilastri della spiritualità di Fulton Sheen»
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Oggi negli Stati Uniti la beatificazione del grande arcivescovo ed evangelizzatore che attraverso libri, radio e tv convertì decine di migliaia di persone. «Pregava e si sacrificava anche per coloro che cercava di convertire». La Bussola intervista mons. Jason Gray, direttore dell’ente promotore della sua causa.
Oggi, 24 settembre, a Saint Louis, negli Stati Uniti, verrà proclamato beato il venerabile Fulton J. Sheen (1895-1979). La Messa di beatificazione sarà presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, in rappresentanza del papa. Una beatificazione già annunciata nel luglio 2019 e che giunge al termine di un percorso travagliato, sbloccato solo nel febbraio di quest’anno.
Grande comunicatore delle verità di fede attraverso libri divulgativi e trasmissioni in radio e tv, Sheen ha vissuto il suo carisma nella totale dedizione a Cristo e ai fratelli: grazie al suo ministero pastorale si contano infatti oltre cinquantamila conversioni al cattolicesimo. Per approfondire questa figura luminosa di testimone della fede, La Nuova Bussola Quotidiana ha intervistato monsignor Jason Gray, direttore dell’Archbishop Fulton John Sheen Foundation, l’ente promotore della causa di canonizzazione dell’arcivescovo statunitense.
Mons. Gray, il giorno del sacerdozio il giovane Fulton prende due decisioni: dedicare la Santa Eucarestia di ogni sabato alla Vergine Maria e sostare un’ora al giorno in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, «come un corpo che si espone al sole per assorbirne i raggi». Sono queste come per don Bosco le due ‘colonne’ fondamentali su cui si radica il suo slancio pastorale?
La Vergine Maria e l’Eucaristia sono due pilastri fondamentali della spiritualità di Sheen. Riguardo alla Beata Vergine, il suo motto episcopale Da per Matrem me venire riflette l’importanza che attribuiva alla vicinanza a Maria. Sheen scrive JMJ – acronimo di “Gesù, Maria e Giuseppe” – su ogni foglio di carta: è un altro segno della sua devozione profonda alla Madonna. Raccontò inoltre diverse volte, nei giorni delle feste mariane, di essersi ammalato o di aver ricevuto particolari croci in tali occasioni. Le feste mariane rappresentavano dunque un’opportunità per offrire le proprie sofferenze, proprio come fece Maria ai piedi della croce. Sheen desiderava anche morire di sabato o in occasione di una festa mariana. Morì domenica 9 dicembre 1979, il giorno dopo l’Immacolata Concezione. È provvidenziale che sia morto il 9 e non nel giorno dell’Immacolata, così la sua memoria liturgica potrà essere fissata il 9 dicembre. La Chiesa ha annunciato la sua beatificazione nel giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo 2026, e ha inoltre scelto che la beatificazione abbia luogo il 24 settembre, ossia per la festa della Madonna della Misericordia. Riguardo al Santissimo Sacramento, Sheen si impegna fin dal giorno della sua ordinazione nel 1919 a vivere l’Ora Santa quale segno di adorazione eucaristica perpetua. Credo che il tempo trascorso davanti al Tabernacolo sia stato fondamentale per la sua conoscenza di Gesù Cristo e per la comprensione del Vangelo. Aveva conseguito molti titoli di studio, ma non credo che la sua genialità derivasse dalle aule scolastiche o dalle biblioteche, bensì dalla preghiera e, come egli stesso riconobbe, da “due ginocchia su un inginocchiatoio”.
E la sua spiritualità ha provocato molte conversioni…
Sheen è famoso per aver ottenuto la conversione di decine di migliaia di persone, sebbene non ne contasse il numero, perché diceva che avrebbe potuto essere tentato di pensare di essere stato lui a convertire le persone anziché Dio. Quando insegnava, presentava la fede senza compromessi, ma lo faceva anche con tanto amore e grande umiltà. Il suo approccio ha avuto successo perché era molto personale. Pregava e si sacrificava anche per coloro che cercava di convertire, chiedendo spesso alla Beata Vergine Maria di intercedere per i convertiti.
«Io sono sempre stato ben curato spiritualmente da Pietro e da ogni suo Vicario». Rispetto al legame personale di Sheen con i papi del secolo scorso c’è un episodio che le è più caro?
Sheen nutre una grande devozione per il Santo Padre, poiché dove c’è Pietro lì c’è la Chiesa. Mi colpisce il fatto che Sheen non abbia mai parlato contro nessun Papa. Credo nutrisse un grande rispetto per il fardello che ogni Papa porta nel prendersi cura della Chiesa universale. Egli sapeva cosa significasse portare un peso come vescovo, per cui ha sempre sostenuto il Papa che ha maggior bisogno delle nostre preghiere per il suo ministero apostolico. Nella sua autobiografia Sheen menziona diversi incontri con i vari papi che si sono succeduti, avendo avuto il privilegio di incontrare ciascuno di loro in veste di direttore nazionale della Società per la Propagazione della Fede. Papa Pio XII gli disse che era “un profeta dei tempi”. Giovanni XXIII sottolineò che aveva sofferto molto e che avrebbe avuto pertanto un posto elevato in Paradiso. Paolo VI gli parlò delle difficoltà che si incontrano nel servire la Chiesa e ne lodò la dedizione all’Eucaristia e alle missioni. Giovanni Paolo II vide Sheen nel 1979, due mesi prima della morte e gli disse: “Hai scritto e parlato bene del Signore Gesù. Sei un figlio fedele della Chiesa”.
Fulton Sheen è stato senza dubbio uno dei più grandi predicatori radiotelevisivi del suo tempo. Con la trasmissione Life Is Worth Living (“La vita è degna di essere vissuta”) – in cui parlava di Dio, di fede e di Chiesa – raggiunse in sei anni 30 milioni di spettatori e ottenne nel 1952 anche un Emmy Award per la sua notevole popolarità. Quali sono stati il segreto e la ricetta della sua comunicazione?
Sheen era estremamente intelligente e acuto, ma non parlava a un livello incomprensibile per i suoi ascoltatori. Aveva la capacità di spiegare verità complesse in modo semplice e accessibile. Nel solco del Maestro che usava le parabole, iniziava il suo programma spiegando concetti comuni tratti dalla storia, dalla letteratura, dalla psicologia o dalla scienza. Coinvolgendo il pubblico, conduceva così gradualmente i suoi ascoltatori a comprendere le verità divine. Egli, inoltre, non conservava appunti delle trasmissioni precedenti per evitare di risultare ripetitivo e noioso. Anzi, preparava sempre ogni programma con cura, provando e riprovando per molte ore. Possedeva inoltre un’autenticità che rendeva il suo messaggio incisivo. Chi ascoltava poteva percepire che egli credeva profondamente in ciò di cui parlava, che viveva la fede personalmente e che era un uomo coraggioso, capace di esprimere anche contenuti complessi con semplicità.
Quali sono le principali virtù eroiche che gli sono state riconosciute?
Credo che la sua virtù principale sia l’umiltà. Ciò potrebbe sembrare strano, visto l’enorme successo e la sua carriera in radio e televisione, per la quale ha vinto anche un Emmy. Non ci aspetteremmo certo che la maggior parte dei personaggi televisivi famosi siano umili. Né ci aspetteremmo che una celebrità sia disposta a dedicare del tempo a persone comuni. Tuttavia Sheen non frequentava solo i ricchi, i potenti della politica o le celebrità. Si sentiva a suo agio a parlare con la gente comune per strada, con il tassista, con la casalinga: non disprezzava le persone perché era umile.
Oltre al miracolo riconosciuto da papa Francesco il 6 luglio 2019 – miracolo occorso a James Fulton Engstrom, un bambino nato morto nel 2010 e tornato in vita dopo 61 minuti dalla nascita, senza subire danni cerebrali – ve ne sono altri meno noti avvenuti per sua intercessione che desidera raccontarci?
Abbiamo ricevuto notizie di altri miracoli significativi che potrebbero essere presentati per la canonizzazione. Poiché papa Francesco ha approvato la beatificazione nel 2019 e la cerimonia è stata posticipata, possiamo presentare qualsiasi altro miracolo avvenuto a decorrere da tale anno in vista della canonizzazione. Di qui attendiamo il parere di medici specialisti prima di procedere con un’inchiesta diocesana su tali altri potenziali miracoli. Al di là di quelli più eclatanti, riceviamo notizie da molti fedeli a lui devoti, i quali ci riferiscono che le loro preghiere sono state esaudite relativamente a guarigioni da malattie e a conversioni di persone care. I miracoli spirituali della conversione di un’anima sono più preziosi dei miracoli fisici della guarigione del corpo. La conversione delle anime a Dio costituisce in effetti la prosecuzione delle numerose conversioni che Sheen ha compiuto nel corso della sua vita.
Perché credere? Le ragioni della fede spiegate da Fulton Sheen
Il rapporto tra libertà e verità, la coscienza, il peccato e i suoi effetti, l’unicità del cristianesimo e del rapporto con Cristo, le realtà ultraterrene (Inferno, Purgatorio, Paradiso), la preghiera, ecc. Esce in Italia una “Summa” in due volumi degli insegnamenti di Fulton Sheen: Perché credere? 50 risposte sul senso della vita.
«Fulton Sheen e la bioetica, un connubio vivificante»
«Sessualità e coniugalità si intrecciano inscindibilmente nell’identità universale di essere figli». «Post-modernità e ideologia progressista hanno reso obsoleta la virtù del dominio di sé, dell’attesa e della valorizzazione del piacere sessuale associata al suo significato autentico, che risiede nel concetto di unione sponsale». Intervista a Giulia Bovassi, autrice di Guida bioetica per terrestri, in cui affronta la rivoluzione antropologica con un compagno d’eccezione: Fulton Sheen.
Ecco perché la beatificazione di Sheen è stata posticipata
A chiedere il rinvio della beatificazione di Fulton Sheen è stato il vescovo di Rochester, Salvatore Matano, insieme ad altri “pochi membri della Conferenza episcopale” Usa, che sarebbero preoccupati da nuovi scandali. La questione riguarda un ex prete accusato di abusi verso adulti. Ma la diocesi di Peoria conferma il corretto operato di Sheen e spiega che Roma aveva già verificato tutto.
Sarà beato Fulton Sheen, colui che annunciò Gesù in tv
Il Papa ha autorizzato a promulgare il decreto che riconosce il primo miracolo attribuito all’intercessione di Fulton Sheen (1895-1979), il vescovo e telepredicatore che espose la verità e la bellezza della fede in un’America in piena secolarizzazione, guadagnando innumerevoli anime a Dio. Il primo compito del sacerdote? «Annunciare Gesù, farlo conoscere e amare».
I sette sacramenti spiegati da Fulton Sheen
«I sacramenti trasmettono la vita divina o grazia», e in particolare l’Eucaristia sorpassa tutti gli altri perché ci «dona l’Autore della grazia». Disponibile anche in lingua italiana “I 7 sacramenti” (Ares) dell’arcivescovo e venerabile statunitense Fulton Sheen, che approfondisce il cuore della dimensione sacramentale della vita cristiana.

