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L'Ue boicotta l'Expo di Dubai. Proprio come Hamas

L’Ue “invita le società internazionali che sponsorizzano Expo di Dubai a ritirare la loro sponsorizzazione e incoraggia gli Stati membri a non partecipare all’evento" recita la risoluzione del Parlamento europeo. Proprio come Hamas, che boicotta la prima esposizione nel mondo arabo a cui partecipa anche Israele. E gli Stati membri che dicono?

L'apertura del padiglione Israele all'Expo di Dubai

Dopo la grave crisi di quest’estate tra Emirati Arabi Uniti e Italia, contraddizioni e “tafazzismi” si sono allargati ad uno scontro aperto tra Bruxelles e buona parte del mondo arabo. Pochi giorni fa, infatti, il Parlamento europeo firmava, esattamente nell’anniversario degli “Accordi di Abramo”, una risoluzione volta al boicottaggio dell’enorme fiera che è l’Expo 2020 Dubai - iniziato pochi giorni fa e che terminerà a marzo 2022.  

L’Ue “invita le società internazionali che sponsorizzano Expo di Dubai a ritirare la loro sponsorizzazione e incoraggia gli Stati membri a non partecipare all’evento, in segno di disapprovazione nei confronti delle violazioni dei diritti umani in atto negli Emirati Arabi Uniti”, si legge all’articolo 14 della risoluzione. È così che il Parlamento europeo chiede di disertare l’importante appuntamento a condanna, sostengono, delle presunte violazioni dei diritti umani di Abu Dhabi. Un testo che per alcuni giorni s’è tentato di far passare in sordina. Fino a quando il mondo arabo non ha voluto esprimere pubblicamente il fastidio per un documento che “distrugge la cooperazione internazionale e inasprisce i toni”. 

Poco dopo che Bruxelles pubblicava la risoluzione contro gli Emirati Arabi Uniti, il gruppo terroristico palestinese Hamas, già diramava un comunicato stampa con il quale ribadiva l’urgenza dell’eliminazione di Israele e condannava gli Accordi di Abramo e il ruolo giocato dagli EAU. Perché gli accordi tanto voluti dal presidente Trump, per Hamas, sono “un progetto sionista-americano”. 

Protagonista indiscusso dell’Expo di Dubai sarà proprio il padiglione israeliano. Inaugurato in queste ore è il più atteso dell’esposizione universale. Battezzato con “Viaggio per il domani”, si propone di gettare le basi per una collaborazione in Medio Oriente: rappresenta la prima esposizione israeliana in terra araba. Evento storico, che, d’altronde, ha fatto notare anche il portavoce del Padiglione, Menachem Gantz: “non sono tanti gli arabi che hanno visitato Israele, e ancor meno sono gli iraniani che hanno avuto la possibilità di entrare in Medio Oriente”. 

Come il Parlamento europeo,  anche Hamas ha chiesto il  boicottaggio dell'Expo 2020. E sullo sfondo c’è anche la controversia intrapresa tra Hamas e la Jihad islamica palestinese - il secondo gruppo terroristico più grande della Striscia di Gaza - contro gli EAU per l’apertura di un’ambasciata in Israele. Ma per il mondo arabo la risoluzione del Parlamento europeo non è che  un prezioso regalo degli europei al terrorismo palestinese e a quanti si oppongono a qualsiasi accordo di pace tra Israele e gli arabi. Puntando il dito contro gli Emirati Arabi Uniti, il Parlamento europeo ha deciso di schierarsi con i nemici di quella cooperazione e normalizzazione tra israeliani e una fetta del mondo arabo che si sta tentando di costruire. 

I Paesi arabi del Golfo non avevano mai accettato il riconoscimento dello Stato ebraico - vedi la serrata dell’Opec nel 1974 -, ma il timore del rinnovato espansionismo dell’Iran, che accomuna sia Israele che i Paesi del Golfo, ha portato queste monarchie tradizionaliste a vedere in Israele qualcosa che non fosse esattamente il nemico, anzi. Trump ha saputo intercettare la via, e dal 2017, ha puntato alle relazioni con i Paesi sunniti del Golfo in chiave anti Fratelli Musulmani. In questo modo, in breve, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno arginato il Qatar - sponsor della fratellanza (di cui, come si legge nello statuto, Hamas è la branca palestinese) e trovato in Israele un valido alleato. 

Eppure tutto questo non ha trovato reazioni troppo positive, specie in Europa. Basti pensare che il Parlamento europeo mai ha chiesto il boicottaggio di Hamas e della Jihad islamica palestinese e nemmeno dell’Autorità palestinese (Ap). Al contrario, con l’espressa richiesta di censurare e osteggiare l’Expo di Dubai, ha persino incoraggiato il Boycott, Divestment and Sanctions,   la campagna globale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele.

Per lo scrittore siriano Abdel Jalil Al-Saeed, gli europei dovrebbero prima guardare in casa propria per trovare violazioni dei diritti umani. “Basti pensare a quelle prigioni che sono i centri per rifugiati in giro per tutta l’Europa e di cui vanno fieri. Ma soprattutto è scandaloso che attacchino gli EAU senza notare gli sforzi di questi ultimi nell’aiutare i rifugiati afgani quando loro e gli USA voltavano le spalle all’Afghanistan”. Secondo l’analista politico degli Emirati, Amal Abdullah Al-Haddabi, “la decisione del Parlamento europeo danneggerà solo l'immagine di coloro che l'hanno approvata”. Per la Abdullah Al-Haddabi risulta evidente “tutta l'ignoranza di quanti hanno stilato il documento”. Mona Ali Al Motawa, scrittrice di spicco del Bahrein, ha denunciato il Parlamento europeo per una richiesta “preoccupante e sospetta” di boicottare l'evento di Dubai. Dichiarazione a cui ha fatto eco quella di Ali Al-Kheshaiban, editorialista saudita, per il quale la decisione di Bruxelles “ha uno strano tempismo”. “Questa risoluzione è estensione dell'approccio non obiettivo e non neutrale con cui il Parlamento europeo si occupa della situazione dei diritti umani nel mondo arabo”, ha chiosato il Parlamento arabo, organo legislativo della Lega Araba, in una dichiarazione in cui ha anche espresso pieno sostegno agli Emirati Arabi Uniti.

Sorge quindi spontanea una domanda: come sarà invece accolta la risoluzione all’interno dell’Ue? E soprattutto, come si comporteranno le aziende che hanno già annunciato le loro sponsorizzazioni e partnership per l’Expo? Basti pensare solo al mondo del calcio. Il Milan, già sponsorizzato dalla compagnia di bandiera di Dubai, Fly Emirates, poche settimane fa annunciava l’accordo attraverso il quale Expo 2020 Dubai diventava Partner Ufficiale del club. Secondo la risoluzione il Milan dovrebbe stracciare l’accordo e allontanare il proprio nome e marchio dall’evento. Anche Messi è ambassador di Expo 2020, come si comporterà di fronte alla richiesta del Parlamento?

Ma soprattutto, se il Parlamento Ue ha invitato al boicottaggio di Expo 2020 per via del rispetto dei diritti umani negli Emirati, farà lo stesso con i Mondiali di Qatar 2022? Ad oggi, chi ha accolto di buon grado la risoluzione Ue è solo il movimento BDS che ha dichiarato: “Israele e gli Emirati Arabi Uniti stanno cercando spudoratamente di usare l’Expo mondiale per distogliere l’attenzione dalle gravi violazioni dei diritti umani che stanno commettendo e noi faremo di tutto per boicottarlo”. Il motto della campagna è: “se visiti Dubai, sostieni Israele”. 

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