L'omofobia nel Programma di Vannacci
Nel programma politico di Futuro Nazionale, partito di Vannacci, non c'è spazio per il reato di omofobia perché la legge è uguale per tutti.
Nel programma politico di Futuro Nazionale, partito fondato da Roberto Vannacci, c’è anche un accenno alle tematiche LGBT.
«Il nostro approccio è fortemente incentrato sul principio “la legge è uguale per tutti” – possiamo leggere nel programma – senza corsie preferenziali né attenuanti indebite: un reato non è più o meno grave in base a sesso, censo, colore della pelle o orientamento sessuale di chi lo commette o di chi lo subisce. Negli ultimi anni una cultura ideologica dimentica della tradizione giuridica romana ed europea classica ha invece imboccato la via della ridefinizione del diritto penale su categorie gramsciane, ovvero volte alla “creazione del nuovo senso comune”: secondo tale svolta i reati andrebbero tipizzati (si pensi al “femminicidio” o all’“omofobia”) sulla base delle caratteristiche della vittima, così da indurre una programmata trasformazione culturale tramite la proclamazione della norma in quanto allusiva ad uno stato di emergenza per fasce specifiche e tramite la repressione specializzata. Per noi, più semplicemente, non è questa la funzione del diritto penale, la cui suddivisione in fattispecie non ha una ratio pedagogica e ideologica».
La svolta programmatica non è di poco conto. Ormai nel sentito comune fa sempre più presa l’idea che le persone omosessuali e transessuali vadano tutelate con normative penali cucite su misura, nonostante, dati alla mano, le stesse non siano così discriminate come il percepito collettivo ritiene.
La riflessione contenuta in questo stralcio non nega che il giudice possa applicare alcune circostanze aggravanti relative alla condizione della vittima, ma una cosa è la graduazione della pena, un’altra è la creazione ingiustificata di un reato a sé. Abbiamo scritto “ingiustificata” perché giustamente il diritto penale può costruire reati specifici attorno a particolari condizioni sia della vittima che del colpevole come accade ad esempio per l’infanticidio. Situazioni che meritano una calibrazione della pena particolare a motivo delle specificità della condotta criminosa. Non è questo il caso della categoria delle persone omosessuali e transessuali, le quali, come le persone eterosessuali, trovano già ampia tutela nel diritto penale. In parole povere se appare ragionevole sanzionare in modo diverso l’omicidio dell’adulto dall’omicidio dell’infante, non appare ragionevole sanzionare in modo diverso l’omicidio della persona omosessuale dall’omicidio della persona eterosessuale, anche perché una situazione emergenziale, che in linea teorica potrebbe giustificare la creazione di un reato ad hoc, non è presente.
Interessante poi notare che Vannacci riconosca esplicitamente una funzione educativa e o diseducativa delle norme. Prevedere ad esempio il reato di omofobia indurrebbe le persone, tra le altre cose, a ritenere o rafforzare l’impressione che l’omosessualità sia una condizione naturale.

