L'omelia di Parolin a vent'anni dalla morte di papa Wojtyła
Ieri nella Basilica vaticana la Messa in onore di San Giovanni Paolo II, presente anche il card. Dziwisz.

Parla di «pellegrino instancabile» e di «immenso pontificato» il cardinale Pietro Parolin ricordando San Giovanni Paolo II a vent'anni esatti da quel 2 aprile 2005 in cui il pontefice polacco saliva al cielo. All'inizio della Messa, celebrata ieri nella Basilica vaticana, ha preso la parola il cardinale Stanislao Dziwisz, segretario di papa Wojtyła, esprimendo la convinzione «che egli stesso ora ci guardi dall’alto sostenendo tutta la Chiesa nel suo pellegrinaggio verso l’eternità» (Vatican News ). Presente anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il segretario di Stato ha rievocato gli ultimi passi terreni di San Giovanni Paolo II, «abbracciato alla croce nella sua cappella» nel suo ultimo Venerdì Santo fino all'«incontro del nostro caro Papa con il Signore, che si è compiuto quando si era fatta sera, nella vigilia della Domenica della Misericordia». Il compimento di una vita vissuta costantemente sotto gli occhi di Dio, con il Giudizio della Sistina a illuminarne l'esistenza sia prima sia dopo l'elezione al pontificato, leggendo «l’intera realtà, dalla Creazione fino al Giudizio, alla luce dello sguardo di Dio, come una visione di Dio». Infine Parolin ha ripreso le parole dell'allora decano Ratzinger, nel giorno dei funerali («Sì, ci benedica, Santo Padre!»): Ci benedica, Santo Padre Giovanni Paolo II! Benedica questa Chiesa del Signore in cammino, perché sia pellegrina di speranza. Benedica questa umanità lacerata e disorientata, perché ritrovi la via della sua dignità e della sua altissima vocazione, perché conosca la ricchezza della misericordia, dell’amore di Dio!».