a cura di Riccardo Cascioli
  • Rischio carestia

Locuste, bruchi e altri parassiti minacciano i raccolti in Africa

A partire dall’autunno del 2019 enormi sciami, sempre più grandi, composti da miliardi di locuste si sono formati in molti paesi africani e asiatici. Sono comparsi dapprima nel Corno d’Africa e di lì nel 2020 sono emigrati verso sud raggiungendo otto dei 15 paesi che costituiscono la Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale (Sadc): Botswana, Eswatini, Malawi, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Tanzania e Zambia. Gli sforzi dei governi dei paesi colpiti per controllare gli sciami sono stati molto modesti e il risultato è che si sono moltiplicati provocando danni a raccolti e pascoli in regioni già segnate da gravi situazioni di insicurezza alimentare a causa delle misure adottate per contenere la diffusione del Covid-19. Attualmente nell’area Sadc 44,8 milioni di persone, il 75 per cento delle quali residenti in aree rurali, soffrono di carenze alimentari. Inoltre i paesi membri devono far fronte ad altre emergenze causate da altri parassiti e malattie che attaccano i raccolti di pomodori, banane, mais, per non citarne che alcuni. Di questi giorni è la notizia che una varietà di bruco minaccia i raccolti di mais in Mozambico, nella provincia centrale di Zambezia. Sono già andati distrutti circa 143 ettari di raccolti. Le autorità hanno raccomandato agli agricoltori di usare insetticidi e altri mezzi meccanici. Funzionari distrettuali sono sul posto per cercare di evitare che la produzione di mais vada perduta. Come è ormai consuetudine, si attribuisce al cambiamento climatico la causa principale della diffusione di parassiti e malattie delle piante su vaste regioni dimenticando che si tratta di fenomeni ricorrenti e di cui tuttavia le amministrazioni non si occupano se non quando è troppo tardi. Le locuste, ad esempio, minacciano raccolti e bestiame da millenni, tanto da essere citate nella Bibbia come una delle 10 piaghe d’Egitto. Secondo la Fao, era da 25 anni che in Etiopia e in Somalia non si verificava una invasione di queste dimensioni. In Kenya era addirittura da 70 anni. Invece sciami enormi avevano invaso una ventina di paesi dell’Africa settentrionale tra il 2003 e il 2005, causando perdite di raccolti per oltre 2,5 miliardi di dollari.